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Concorsi a cattedre: il giudizio della commissione non
è insindacabile
TAR Campania 8164/2002
La candidata del concorso a cattedre, che non supera lo scritto a causa della illogicità del giudizio apposto dalla commissione, ha diritto ad una nuova valutazione e ad essere ammessa a discutere la prova orale, davanti ad una nuova commissione. Così ha deciso il tribunale amministrativo regionale della Campania, con una sentenza depositata in segretaria il 20 dicembre scorso, ma resa nota solo in questi giorni. Il caso era nato dopo che una docente precaria era stata esclusa dalle prove orali di un concorso a cattedre. Il tutto a causa di un giudizio negativo riportato alla prova scritta, poi risultato non rispondente al valore reale dell’elaborato. Giudizio che è stato impugnato ed annullato dal Tar, a seguito di una consulenza tecnica d’ufficio, dalla quale è emerso che il compito era sufficiente. Come tale, utile all’ammissione alle prove orali. Il Tribunale ha disposto, dunque, la rielaborazione del giudizio, da parte di una commissione diversa dalla precedente, e l’ammissione alla prova orale, che dovrà tenersi solo per la candidata, anche se sono passati circa 2 anni dalla conclusione del concorso.
19 febbraio 2003