Punteggi da rivedere dopo la sentenza del Tar Lazio
Graduatorie, viale Trastevere stringe i tempi

 
Due settimane di tempo per riscrivere le graduatorie provinciali. Il dicastero di viale Trastevere, dopo la sentenza del Tar Lazio del 28 maggio, che ha condannato il ministero a sottrarre dal punteggio per i docenti abilitati Ssis i punti per il servizio prestato durante i due anni di frequenza del corso di specializzazione, è corso ai ripari e ha imposto ai provveditorati di rivedere le posizioni di tutti gli iscritti alla terza fascia. Tempo massimo due settimane. Una corsa contro il tempo, per evitare che siano bloccate a catena le operazioni successive per l'avvio regolare del nuovo anno scolastico. Le graduatorie dovevano essere pronte infatti per il 31 maggio, ma la scadenza è naturalmente slittata per la necessità di attuare la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.

Gli insegnanti che si sono abilitati attraverso il percorso universitario, hanno argomentato i giudici amministrativi, hanno sì diritto per questo all'attribuzione di 30 punti, ma non possono avere anche il punteggio per il servizio svolto durante i due anni di corso. Si tratta, in sostanza, di 24 punti che vanno decurtati. Il collegio giudicante, presieduto da Roberto Scognamiglio, ha affermato che ´se fosse possibile sommare al punteggio aggiuntivo anche il punteggio per il servizio eventualmente prestato nello stesso tempo e il punteggio per l'abilitazione intesa come ulteriore autonomo titolo, gli abilitati Ssis raggiungerebbero un punteggio talmente (e ingiustificatamente) elevato da far loro ottenere la sicura immissione nelle graduatorie permanenti con una posizione di assoluta preminenza'. La sentenza del Tar Lazio è la prima a intervenire sul nuovo criterio di abilitazione degli insegnanti italiani avviato con il decreto ministeriale del 24/12/1998, che viene salutato come un ´fatto assolutamente naturale e inevitabile in un sistema che deve privilegiare il prodotto migliore, come farebbe qualsiasi impresa per rimanere competitiva sul mercato'.

Ma ciò non consente di danneggiare gli altri insegnati, quelli che hanno seguito il canale del concorso e che si vedrebbero scavalcati, dopo anni di precariato, dai nuovi abilitati. Un trattamento discriminatorio, dice insomma il Tar Lazio, che contrasta anche con la normativa comunitaria. Le specializzazioni universitarie, infatti, dice la Comunità europea, devono essere conseguite attraverso un periodo di studio e di pratica. In assenza di borse di studio in Italia, e vista la necessità di garantire la pratica, il lavoro può essere assimilato al tirocinio necessario ai fini della specializzazione. Ma proprio per questo, argomentano i giudici amministrativi, non può essere valutato come servizio. L'eventuale impiego, insomma, non deve essere valutato due volte. Non può essere contestato, invece, l'inserimento ´a pettine' dei docenti Ssis nella stessa fascia degli insegnanti del canale ordinario. Il ministero mercoledì scorso è nuovamente intervenuto con un decreto sulle graduatorie permanenti, aperta anche ai docenti che hanno concluso gli esami finali Ssis entro il 3/5/2002. Ma molte scuole hanno fatto presente ´l'assoluta impossibilità di anticipare i tempi già programmati per la conclusione dei corsi e lo svolgimento degli esami finali, in modo da consentire agli abilitandi di rispettare il termine del 31/5/02'. L'amministrazione ha così deciso di accettare le domande di inserimento in lista degli insegnanti che conseguiranno l'abilitazione successivamente alla data del 31 maggio 2002 e comunque entro il 20 luglio 2002. Le domande vanno presentate entro il 20 giungo, salvo poi integrare con la certificazione del titolo conseguito in un secondo momento (purché entro il 20/7). Per evitare però nuove contestazioni da parte dei precari tradizionali, il dicastero ha previsto che questa volta l'inserimento avverrà in coda alla terza fascia.

4 giugno 2002