
Scuola/ lettera
dei precari ai colleghi di ruolo per chiedere di non aumentare l’orario
settimanale
«Professore, regalami sei ore»
I docenti potrebbero decidere di lavorare di più
Aumentano gli studenti per il prossimo anno scolastico però diminuiscono le
cattedre e in proporzione anche le classi
Sempre più scure
le tinte dell'anno scolastico che verrà, un anno che si preannuncia di fuoco sia
per gli studenti che per i docenti.
Un anno che sembra nascere sotto i migliori auspici: il boom delle iscrizioni in
tutte le scuole della provincia. Come anticipato dalla Gazzetta, già
nelle scuole elementari erano previsti circa mille studenti in più. Segno
positivo, anche se meno importante, per le scuole medie, con «più» 173 alunni
(meno 65 in prima media, ma più 205 in seconda e più 33 in terza), che
corrispondono a 14 classi in più. Positivi i bilanci anche nelle scuole
superiori, con un saldo attivo di 1948 studenti che però corrispondono a sole
quattro classi in più.
Sono cambiati i criteri di formazione delle classi e naturalmente di
assegnazione delle cattedre ai docenti. Aumenta il numero degli studenti per
classe, aumenta il numero di ore dei professori di ruolo: invece di «formare»
una cattedra, le ore (fino a sei) possono essere «spezzettate» fra più docenti
già assunti. E diminuiscono le cattedre. Nella scuola media si è già arrivati a
meno 18.
La situazione nelle scuole superiori è ancora più preoccupante. Dati certi sul
numero delle cattedre tagliate non ce ne sono. Due le «tipologie» di insegnanti
che però pagheranno la riduzione delle cattedre. Da un lato ci sono i «perdenti
posto», ovvero docenti di ruolo che rischiano di essere trasferiti in qualunque
altra scuola della regione; dall'altro ci sono i precari, con sempre minori
speranze di entrare stabilmente nel mondo della scuola. Dopo il primo giro di
vite imposto dalla regola che prevede un'assenza del docente titolare superiore
pari a 15 giorni, prima che un dirigente scolastico possa chiamare un supplente,
adesso i precari sono penalizzati anche dalle sei ore in più che possono essere
affidate ai docenti di ruolo, che passano da un orario di 18 ore ad uno di 24
settimanali. Preoccupati i sindacati della scuola, che affilano le armi.
«Riuniremo oggi il comitato dei docenti precari per decidere il da farsi» spiega
Ruggiero Pinto, segretario provinciale della Gilda degli insegnanti. «Quelle sei
ore in più, mal retribuite, comprometteranno la qualità dell'insegnamento». E ai
prof di ruolo arriverà anche una lettera di sensibilizzazione. «I precari
scriveranno ai colleghi di ruolo per chiedere di rifiutare le sei ore, e dar
loro così una chance occupazionale».
Stefania Labella
20 maggio 2002