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Ombre, non luci
Troppe ombre nell'impianto legislativo delineato dal disegno di legge approvato
dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso.
La riduzione a un terzo dei punteggi di abilitazione rappresenta una piccola
rivoluzione aritmetica in grado di colmare solo in parte il gap ai danni dei
precari non SSIS. Verificheremo a tavolino se i ritocchi apportati non
genereranno invece nuove e diverse tensioni fra le categorie. Per il resto ci
attendevamo una riparazione dei danni arrecati già da quest'anno, almeno nella
forma di un riconoscimento giuridico dei diritti che ci sono stati tolti, mentre
l'entrata in vigore della legge è prevista solo per il prossimo anno scolastico.
La restituzione di 6 punti, sui 18 di cui disponevamo prima, si profila a questo
punto come un provvedimento tardivo e, soprattutto, insufficiente a ripristinare
un adeguato equilibrio.
Forti ambiguità sono emerse nella parte del DdL relativa al sostegno per gli
alunni diversamente abili. La tabella allegata al DdL prevede che le GP
dall'anno 2004/05 saranno “rideterminate” e per chi lavora su sostegno, richiede
il possesso della specializzazione per poter avere il punteggio in una classe di
concorso in cui si è abilitati. Se per rideterminare si intende rivedere
completamente, allora, sorge il problema dei tanti abilitati non specializzati
che negli ultimi anni sono stati utilizzati su posti di sostegno con la garanzia
che sarebbe stato loro valutato il punteggio. Questi punteggi, compresi quelli
di quest'anno, verranno rimessi in discussione?
Il DdL affida genericamente alla contrattazione collettiva di settore il compito
di ridefinire il contingente dei posti riservato ai passaggi di cattedra, oggi
stabilito al 60%. Non compaiono più rispetto alla prima bozza il tetto del 20%
come limite per i passaggi di ruolo e la graduatoria unica per i docenti già di
ruolo: elementi innovativi che avremmo effettivamente apprezzato come tentativo
coraggioso di porre ordine nel sistema. Ciò che non viene esplicitamente detto
si prospetta come inquietante elemento per il futuro.
Niente si dice inoltre sul fronte delle immissioni in ruolo, negate oramai da
due anni: nel DdL si rimanda la questione ad un piano pluriennale che verrà
formulato dall’istruzione di concerto con il ministero delle Finanze. Si
garantirà solo il turn over, come prospettato nella bozza originaria, o invece
si terrà conto dei posti vacanti in organico? Siamo pessimisti. L’aumento delle
ore di cattedra per ciascun docente, l’innalzamento del numero degli alunni per
classe ed il full time delle 18 ore sono tutti provvedimenti che denotano
chiaramente quale sia la linea politica di questo governo: ridurre drasticamente
l’occupazione e rendere sempre più precario chi già lo è.
Il Ministro Moratti potrà anche difendere la sua creatura, ma la sbandierata
equità del disegno di legge a noi non risulta. Forte è invece la sensazione che
ancora una volta, dietro un’operazione di mera facciata, si sia continuato sulla
strada dei diritti violati e negati.
Foggia, 22 settembre 2003
Gli insegnanti precari della provincia di Foggia
Gina Spadaccino
Coordinatrice regionale MIIP per la Puglia
Stefania Calabrese
Responsabile precari Gilda di Foggia