
Migliaia di ricorsi al Tar. I sindacati: sbagliati i criteri del ministero
Scuola, guerra dei punti.
Le graduatorie a
rischio
di ANNA MARIA
SERSALE
ROMA - Il posto in graduatoria, si sa, è una
dannazione. Notti insonni, file nei provveditorati, liste impallinate dai
ricorsi. Anche il prossimo anno scolastico, stando all’umore nero dei sindacati,
non sfuggirà alla morsa delle carte bollate. Ed è già guerra. Perché c’è chi ha
la possibilità di cumulare punteggi e chi no. Gli abilitati nelle scuole di
specializzazione universitaria, le Ssis, hanno diritto a 30 punti che possono
essere aggiunti ai 24 del servizio prestato in cattedra. Lo stabilisce
un’ordinanza del ministero, che ha sollevato la rabbia dei vincitori di
concorso. Questi ultimi per scalare la graduatoria possono avvalersi solo del
servizio e dei titoli maturati. Niente cumuli.
Altro motivo di collera è l’unificazione del punteggio tra professori delle
pubbliche e delle private: per ogni anno di lavoro i primi finora hanno avuto 12
punti, i secondi solo 6. L’unificazione entrerà in vigore a partire dal
2002-2003. Ma quelli che si sentono danneggiati dai due provvedimenti lanciano
l’allarme: «Saremo scavalcati».
Ed è pioggia di ricorsi, per ora contro il cumulo del 30 più 24. «Sono
cinquemila, è solo l’inizio. A catena la posizione di migliaia di insegnanti
verrà messa in discussione. Per evitare che le liste si trasformino in una
matassa aggrovigliata, chiediamo l’annullamento dell’ordinanza», Massimo Di
Menna, segretario della Uil-scuola, sulle nomine annuncia «battaglia».
I punteggi aggiuntivi risalgono alla precedente legislatura, quando era ministro
della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer. Tutto doveva rientrare in una più
generale riforma del reclutamento che non c’è stata. Gli insegnanti abilitati
dalle Ssis, le scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle superiori,
ottengono 30 punti cumulabili ai 24 del servizio prestato a scuola. «Non è
giusto - sostiene lo Snals -. Il decreto emanato una decina di giorni fa
danneggia e discrimina tutti i docenti, circa 200 mila, che hanno conseguito
l'abilitazione con il concorso: si vedranno scavalcati nelle graduatorie senza
una valida ragione». Partendo da queste motivazioni il sindacato sta
predisponendo «una pioggia» di ricorsi al Tar del Lazio. L'iniziativa dello
Snals è stata affidata allo studio dell’avvocato Rienzi. «Chi esce dalle Ssis
può fare incetta di punti», sottolinea ancora lo Snals. Cgil e Uil, intanto,
hanno presentato due distinti ricorsi al Tar: «L’ordinanza va annullata». Molti
insegnanti contestano «l’ingiusto sorpasso» anche da parte di chi ha meno titoli
di studio e di servizio. «È sbagliata la decisione del ministero - sostiene
Enrico Panini, segretario della Cgil-scuola - di valutare contemporaneamente la
frequenza alle Ssis e l'eventuale servizio scolastico. Questa decisione è stata
presa contro il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione e delle
organizzazioni sindacali. Si tratta di una scelta sbagliata che, unita alla
decisione dello scorso anno di unificare la terza e quarta fascia delle
graduatorie permanenti sta provocando tensioni gravissime». Intanto, Cgil, Cisl
e Uil affilano le armi per una manifestazione che si terrà a Roma domenica
prossima. Quattro i punti sul tappeto: «La difesa della scuola pubblica, il
carattere nazionale dell’istruzione, gli investimenti, il rinnovo contrattuale e
gli organi collegiali».
7 marzo 2002