Alla scadenza dell’anno scolastico 2001/02 e in previsione dell’anno
scolastico 2002/03, si rende necessaria una riflessione sulle trasformazioni
in corso nella scuola e, in particolare, sui docenti con contratto a tempo
determinato.
Per effetto dell’ultima legge finanziaria, i tagli agli organici saranno molto
evidenti all’inizio del prossimo anno scolastico per i seguenti motivi:
- la possibilità di completare l’orario di
servizio fino a 24 ore, offerta esclusivamente ai colleghi “di ruolo”, apre la
strada ad una drastica riduzione degli organici oltre che allo smembramento di
molte cattedre;
- l’utilizzazione del personale in servizio per
coprire assenze fino a 15 giorni renderà sempre meno necessaria la presenza di
supplenti esterni;
- la sparizione della distinzione tra “organico
di diritto” e “organico di fatto” lascia intendere che, tranne su pochissime
cattedre vacanti, ai precari saranno “riservate”, per il prossimo anno, solo
cattedre pagate fino al 30 giugno, o peggio, spezzoni di cattedra.
Per affrontare con adeguata consapevolezza le
nuove “ sfide occupazionali”, occorre:
1. -conoscere le realtà delle varie scuole e denunciare eventuali accorpamenti
irregolari;
2. -sensibilizzare i colleghi di ruolo che
potrebbero accettare fino alle 6 ore aggiuntive prive di indennità
integrativa.
3. -evidenziare che la qualità dell’offerta
formativa e la continuità didattica, oltre ad essere un diritto per gli
alunni, si assicura anche con un’equa distribuzione giornaliera del carico di
lavoro e la programmatica riduzione del numero degli alunni per classe;
4. -incrementare il dialogo tra le RSU e i
dirigenti scolastici affinché questi ultimi diventino sempre meno” burocrati
dell’autonomia” e sempre più artefici di una scuola di qualità.
In previsione, inoltre, del Dpef, chiediamo che le risorse stanziate per la
scuola, oltre a coprire il rinnovo dei contratti a tempo indeterminato e il
loro adeguamento agli standard europei, siano utilizzate per le immissioni in
ruolo. Diversamente si rischia un cronicizzarsi del precariato ed un
intasamento delle graduatorie permanenti.
Occorre per questo, un preciso impegno da parte del governo ed una linea
chiara dei sindacati a tutela del lavoro precario. Apprezziamo che,
finalmente, dopo averla caldeggiata per anni, si cominci a parlare di tutele e
diritti anche nel lavoro “ flessibile” al fine di rimuovere ogni ingiusta
discriminazione giuridica. Ma se si continuano a tagliare le cattedre è chiaro
che viene meno l’oggetto della contrattazione: il resto è fumo negli occhi.
Una seria discussione sul contratto scuola a livello nazionale va fatta
“aprendo” i tavoli delle trattative anche alle istanze dei docenti con
contratto a tempo determinato. Tali istanze non sono una “faccenda” dei
dirigenti scolastici (intesa anche e soprattutto come responsabilità di
assumere o licenziare) ma una realtà che, da tempo, chiede stabilità e
garanzie.
Per queste problematiche e per altre eventuali istanze vi aspettiamo numerosi.
COMITATO
EMERGENZA PRECARI - FOGGIA