
Cattedre tagliate, meno supplenze
Monta la protesta dei docenti precari per la riduzione delle cattedre da
destinare alle supplenze. Le doglianze poggiano su diversi presupposti. In primo
luogo il taglio di 8.500 cattedre disposto dal governo con la Finanziaria di
quest'anno, che lascerà senza cattedra altrettanti precari.
In secondo luogo, la questione dei 30 punti in più attribuiti ai precari
titolari del diploma di specializzazione rilasciato dalle Ssis (scuole di
specializzazione all'insegnamento secondario), in parte risolto per effetto di
una sentenza del Tar del Lazio, che ha disposto l'impossibilità di cumulare il
punteggio del servizio prestato durante la frequenza ai corsi, già recepita dal
ministero (circolare
69/2002).
E infine il problema della riduzione delle disponibilità in organico di fatto,
per effetto dell'attribuzione degli spezzoni ai docenti titolari interni delle
scuole secondarie.
Quest'ultima novità deriva anch'essa dalla Finanziaria di quest'anno, che
dispone, appunto, l'obbligo, per i dirigenti scolastici, di dare la precedenza
ai docenti di ruolo disponibili a fare gli straordinari fino al raggiungimento
delle 24 ore settimanali.
La vecchia disciplina, invece, prevedeva che si potessero utilizzare docenti di
ruolo solo dopo l'esaurimento delle graduatorie dei supplenti.
Il nuovo orientamento, peraltro, mette a rischio anche le assegnazioni
provvisorie che vengono disposte, infatti, facendo riferimento all'organico di
fatto. Vale a dire alle disponibilità che vengono fuori dopo i trasferimenti
annuali e dopo che le scuole hanno autorizzato la costituzione di nuove classi.
Insomma, una querelle di difficile soluzione, che sta determinando l'insorgere
di comitati spontanei, che si stanno organizzando anche diffondendo
pubblicazioni e volantini di protesta.
Citiamo, tra le tante iniziative, quella del ”Comitato emergenza precari” di
Foggia, che ha diffuso un documento molto articolato in cui vengono anche
avanzate delle proposte: "Apprezziamo che, finalmente, dopo averla caldeggiata
per anni, si cominci a parlare di tutele e diritti anche nel lavoro flessibile",
si legge nel documento, "al fine di rimuovere ogni ingiusta discriminazione
giuridica. Ma se si continuano a tagliare le cattedre è chiaro che viene meno
l'oggetto della contrattazione. Una seria discussione sul contratto scuola a
livello nazionale va fatta aprendo i tavoli delle trattative anche alle istanze
dei docenti con contratto a tempo determinato".
25 giugno 2002