
DOCENTI - Polemica tra gli insegnanti statali per le regole delle graduatorie
Scuola, carica di precari
Un esercito di «prof» rischia di ritrovarsi senza cattedra
Accade nel mondo della scuola: a Parma sono 390 i precari della scuola materna,
386 quelli della scuola elementare, 595 della scuola media e 937 della scuola
superiore.
Sono dati relativi alla somma dei candidati ancora inclusi nelle varie classi di
concorso. E' chiaro che i numeri reali relativi al precariato sono ridotti, in
quanto i candidati sono iscritti in più graduatorie, ma l'esercito degli
insegnati ancora senza cattedra rimane ugualmente consistente.
A questo si aggiunge che un precario medio ha «soltanto» 40 anni di età. Sulla
questione, è il Comitato insegnanti precari concorso riservato della nostra
provincia a lanciare un ulteriore allarme, come è scritto sul documento redatto
dagli insegnanti che appartengono alla terza fascia della Graduatoria
permanente: «Ci troviamo oggi scavalcati dai docenti della scuola privata e
domani da coloro che hanno conseguito l'abilitazione con le Ssis (Scuola
superiore di abilitazione all'insegnamento superiore) molto più giovani di noi e
con pochissima o nessuna esperienza di lavoro nella scuola. Questi ultimi,
infatti, potranno utilizzare al momento dell'iscrizione nella Graduatoria
permanente, oltre al punteggio dell'abilitazione conseguito con criteri difformi
rispetto a quelli del concorso riservato, anche un consistente e del tutto
ingiustificato bonus di ben 30 punti (n.d.r. Di n. 103 del 4 giugno 2001, art.
8). Un punteggio aggiuntivo che è stato confermato nella nuova tabella di
valutazione dei titoli delle graduatorie permanenti del 19 novembre 2001
(inviata dal ministro Moratti, per richiesta di parere, Cnpi) e che lede in
maniera illegittima e assai grave i precari, con uno stravolgimento
inaccettabile di criteri e principi. In occasione del prossimo aggiornamento
della Graduatoria permanente (marzo-maggio 2002), verremo infatti superati da
neoabilitati in possesso di un punteggio complessivo artificiosamente gonfiato,
rischiando di non lavorare più nella scuola nemmeno come supplenti annuali».
«E' vero - rispondono Pier Carlo Sacchi e Rossana Mordacci del Centro servizi
amministrativi di Parma (ex Provveditorato agli studi) -. La terza fascia è
stata unita alla quarta che conteneva chi non aveva svolto servizio in scuole
statali. E quindi insegnanti di scuole legalmente riconosciute, che nel tempo
hanno ottenuto un certo punteggio, hanno superato in graduatoria gli insegnanti
delle scuole statali».
«In occasione del prossimo aggiornamento - continuano Pier Carlo Sacchi e
Rossana Mordacci - verrà valutato il servizio prestato nelle scuole paritarie in
egual modo di quello prestato nelle scuole statali. Per quanto riguarda il
discorso del Ssis, il Cnpi non ha ancora pubblicato nessuna risposta, ma lo farà
a giorni. Nel caso in cui ci sia una valutazione di 30 punti per i docenti che
escono dalla scuola di specializzazione (contro i 3 punti dei docenti che hanno
superato i concorsi ordinari e riservati) sicuramente i precari con maggior
servizio potrebbero essere superati dagli abilitati del Ssis».
Un malessere professionale a livello nazionale: «E' ulteriormente da notare -
continua il documento redatto dal Comitato insegnanti precari - che i corsi di
specializzazione per insegnanti di sostegno sono da quest'anno riservati non a
tutti gli abilitati, ma solo agli abilitati tramite Ssis».
«Innanzitutto bisogna dire che sono esaurite le graduatorie di sostegno -
sottolinea Rossana Mordacci del Centro servizi amministrativi -. E' da tempo che
non vengono istituiti i corsi di specializzazione, pur essendoci grave carenza
di insegnanti specializzati nel sostegno. Ed è anche vero che tutti coloro che
vorrebbero iscriversi al corso ne vengono esclusi».
Mara Varoli
27 gennaio 2002