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Precari: poche luci e tante ombre

 

La Gilda degli Insegnanti di Foggia, dopo attenta lettura della legge di conversione del decreto-legge 97/2004, con l’intento di fornire un contributo di riflessione fondato non su posizioni pregiudiziali o mirante a difendere interessi di parte e consapevole che l’intreccio degli interessi contrapposti rende oggettivamente difficile l’individuazione di soluzioni universalmente condivise, intende esprimere nel merito alcune valutazioni.

 

Preliminarmente, ci sembra politicamente onesto e ragionevole affermare che lo spirito di fondo della legge, ossia quello di dirimere il conflitto tra precari storici e sissini ed attenuare il gap esistente tra i rispettivi titoli, sia assolutamente condivisibile. Se ci sia riuscito, è un’altra questione, ma di certo è stata tracciata una direzione che auspichiamo possa essere mantenuta, semmai con i dovuti aggiustamenti.

 

Se queste sono le finalità generali della legge, ne discende allora che risulta coerente la novità del riconoscimento del punteggio del servizio aspecifico, che presuppone il giusto riconoscimento del valore professionalizzante del servizio.

 

Ciò detto, riteniamo che l’impianto normativo licenziato dal parlamento contenga alcuni elementi di contraddizione che rischiano di vanificare o addirittura di stravolgere gli obiettivi che si intendeva raggiungere.

 

1.    Occorre innanzitutto disconoscere la validità formativa del punteggio doppio previsto per le piccole isole e le zone di montagna. A parte la considerazione che non si capisce se sia inteso tutelare tout court  il “disagio” o la semplice appartenenza di fascia (solo la III e non anche la I e II), va rilevato che l’ipervalutazione del servizio risponde a sole logiche compensatorie che niente hanno a che vedere con l'accesso all'insegnamento e la professionalità docente, soprattutto se valide anche per i residenti. Oltre tutto si verrebbe a creare la situazione paradossale che i docenti che si trovano nelle prime posizioni in graduatoria (dove hanno finalmente l’opportunità di scegliere sedi più comode dopo anni di servizio in sedi disagiate) si troverebbero costretti a continuare a scegliere le sedi più disagiate per difendere le posizioni acquisite ed evitare di essere scavalcati, mentre i colleghi con punteggio minore andrebbero a ricoprire le sedi più comode e, fino a ieri,  ambite!

 

2.    In secondo luogo occorre porre dei limiti al riconoscimento servizio aspecifico, in modo che sia riversabile in una sola classe di concorso appartenente al medesimo ambito disciplinare di quella in cui il servizio sia stato prestato. In questo modo si eviterebbero veri e propri stravolgimenti delle GP che coinvolgerebbero indistintamente precari storici e sissini.

 

In particolare un’interpretazione restrittiva della valenza del servizio aspecifico, mentre tutelerebbe fondatamente l’esperienza maturata sul campo, attribuendo un valore aggiunto all'insegnamento e diminuendo il divario nel punteggio tra la formazione accademica e quella maturata sul campo,  impedirebbe  per altro verso che

 

Infine, occorre smetterla una volta per tutte con la retroattività delle regole, principio plausibilmente discutibile sul piano strettamente giuridico, ma certamente odioso sul piano dell’equità e della giustizia, che accresce il senso di precarietà di migliaia di docenti che non possono formulare scelte ponderate e oculate e hanno il sacrosanto diritto di non sentirsi assurdamente sballottati - come purtroppo da qualche anno accade - da una politica colpevolmente sorda alle più elementari esigenze umane, prima ancora che professionali e occupazionali, di tanti insegnanti.

 

Prima ancora dei punteggi, è in gioco la dignità stessa di questi nostri colleghi!

 

4 giugno 2004

 

Gilda degli Insegnanti di Foggia