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La Gilda di Foggia in assemblea con i precari

 

Ieri, presso la sede della Gilda degli Insegnanti di Foggia si è svolta un’assemblea con i precari della provincia per analizzare la situazione che si à venuta a creare con la conversione in legge del Decreto 97/2004 sulle graduatorie permanenti e per valutare eventuali iniziative.


Introduce i lavori il coordinatore provinciale, Ruggiero Pinto, che rende noto ai presente che gli sono pervenute centinaia di telefonate ed email di docenti precari che protestavano per l’iniquità dei contenuti della legge ed esprimevano preoccupazione per la loro sorte. Pinto ha sottolineato che la legge, che avrebbe dovuto riequilibrare i punteggi tra “precari storici” e “sissini” (dopo l’attribuzione dei 30 punti in graduatoria agli abilitati SSIS), ha finito per danneggiare tutti, creando ulteriori motivi di conflittualità interna alla categoria e sconvolgendo in modo irrazionale e caotico le posizioni pregresse. Questa situazione è stata creata in particolare dal raddoppio del punteggio per i servizi prestati nelle scuole di montagna e da un’applicazione troppo estensiva del punteggio aspecifico, entrambi con effetto retroattivo. Pinto ricorda che la Gilda di Foggia ha già diramato un comunicato in cui ha preso una «posizione chiara e coraggiosa, cercando di appellarsi a principi di professionalità e giustizia, e superando la logica, rivelatasi fallimentare, della difesa di interessi particolaristici e di ristrette sacche di privilegio». «Sentiamo tuttavia il bisogno» continua Pinto «di ascoltare la voce della base, le opinioni e le valutazione di chi è direttamente coinvolto, per poter portare questa voce a livello nazionale e studiare i margini entro cui poter agire per porre fine a una situazione che è diventata intollerabile».


Gilda Spadaccino, responsabile per il precariato della Gilda foggiana, ha messo in evidenza come le nuove regole sottraggano di fatto numerose cattedre da assegnare a supplenza a vantaggio dei docenti di ruolo iscritti nelle graduatorie permanenti, «che in questo modo diventano serbatoio per i passaggi di cattedra e di ruolo, snaturando le finalità per cui erano nate». La Spadaccino sottolinea inoltre i rischi che possono derivare, a parte gli effetti occupazionali immediati, da questa situazione di estrema confusione e conflittualità, e cioè che si stia facendo in modo che «l’attuale sistema divenga ingestibile per avere il pretesto per abolirlo e procedere alla chiamata diretta dei docenti». E l’occasione potrebbe verificarsi proprio questa estate, dal momento che si attendono i decreti applicativi della riforma Moratti per le superiori e per il reclutamento dei docenti. «Occorre pertanto individuare tutti i punti sui quali è possibile fare ricorso, ma senza dubbio è necessaria un’azione di pressione politica mediante la mobilitazione forte e decisa dei precari».


Di seguito si è sviluppato in intenso e costruttivo dibattito con i precari presenti, al termine del quale sono emerse alcune proposte:


- ricorso al TAR, possibilmente a livello nazionale e in subordine su base provinciale
- coinvolgimento dei mass-media, che vanno informati delle problematiche specifiche e delle iniziative intraprese affinché le sostengano con un’informazione corretta e puntuale
- raccolta firme e invio di email per esprimere la propria protesta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro Moratti e alle personalità politiche provinciali e nazionali.
 

Un ulteriore incontro con i precari si terrà venerdì 11 giugno sempre presso la sede della Gilda degli Insegnanti di Foggia in via Dante, 2 (tel. 0881 708026), al quale saranno presenti anche giornalisti della stampa e delle televisioni locali. Tutti i docenti precari della provincia sono invitati a partecipare.

 

8 giugno 2004

Ufficio Stampa Gilda Foggia