L’invenzione del 2002: il biennio scolastico 

 

Oltre alle osservazioni del prof. Boldrini pubblicate su “L’Unione Sarda”(link in www.gildains.it ), che condivido pienamente, se ne deve aggiungere almeno un’altra che ricalca e accentua la riforma di Berlinguer. Si continua a ragionare di debiti e crediti degli studenti come se si trattasse di debiti e crediti di natura finanziaria senza tener conto la natura profondamente diversa tra i due. Debiti e crediti finanziari se si ritarda nel saldarli al massimo influiranno sugli interessi. I “debiti” che contrae un alunno sono apprendimenti mancati che, se non colmati subito, non consentono all’alunno di apprendere gli argomenti successivi. L’apprendimento, come sanno tutti gli insegnanti, è diverso per ogni ragazzo ma ha sempre una consequenzialità, cioè l’apprendimento successivo poggia su quello precedente. Lo stesso ragionamento vale per la formazione dell’individuo. Potrei fare un’infinità di esempi,

Ora la proposta Moratti, che a mio avviso, peggiora ancora di più quella di Berlinguer su alcuni aspetti, nel trasformare l’”anno scolastico” in “biennio scolastico” non fa altro che abbassare il livello dell’istruzione del nostro paese: per due anni si troveranno insieme alunni che anno acquisito le conoscenze programmate e quelli che non l’avranno acquisite, cioè quelli “indebitati”. A questo punto la signora Moratti chiederà agli insegnanti di fare il miracolo: far recuperare le lacune ad alcuni e nello stesso tempo portare avanti (per non mortificarli si capisce) quelli che hanno studiato diligentemente!
 

Angelo Scebba

Gilda Milano