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Viene creato l’istituto che dovrà monitorare le
prestazioni degli insegnanti e delle singole scuole
Le nuove regole di valutazione
Scatteranno verifiche periodiche delle conoscenze degli studenti e confronti con
la realtà internazionale
ROMA - Presto anche l’Italia si doterà del servizio nazionale di
valutazione dell’istruzione. Lo stabilisce lo schema di decreto legislativo che
sarà presentato martedì prossimo ai sindacati dal sottosegretario al Miur,
Valentina Aprea. Il documento introdurrà il nuovo Invalsi, il ‘Servizio
nazionale di valutazione del sistema di istruzione e formazione” che prenderà il
posto del vecchio “Istituto nazionale di valutazione’. Si tratta di una novità
assoluta che, nelle intenzioni del Miur, fa muovere un altro passo verso
l’allineamento con il sistema Europa. Inoltre, il provvedimento rappresenterà
l’ennesimo tassello sotto forma di decreto attuativo — per la realizzazione
della riforma Moratti. L’approvazione del provvedimento consentirà anche di
uscire dalla fase sperimentale che da due anni viene realizzata attraverso i
progetti-pilota.
Struttura dotata di bilancio proprio, verifiche in Parlamento, accelerazione
verso un’autonomia responsabile delle scuole e valorizzazione degli ispettori
ministeriali: sono i punti principali del decreto.
In particolare, l’istituto effettuerà verifiche periodiche sulle conoscenze e
abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell ‘offerta formativa delle
scuole, inquadrandone la valutazione nel contesto internazionale. L’attività
investirà anche il settore della formazione professionale e fornirà uno
strumento scientifico alle stesse scuole che, attraverso la batteria di test
proposti, potranno conoscere in modo oggettivo il livello della propria offerta
educativa.
Sarà compito del ministro dell’Istruzione individuare, con periodicità almeno
triennale, le priorità di cui l’istituto dovrà tenere conto per programmare la
propria attività. La struttura elaborerà anche le prove previste per l’esame di
Stato e per i test di verifica biennale compresi nella riforma dei cicli
dell’istruzione.
Il ministro consegnerà al Parlamento una relazione sugli esiti della
valutazione, con cadenza triennale. E lo stesso Istituto sarà tenuto a
pubblicare ogni anno un rapporto sull’attività svolta. Lavoro che, nei fatti,
sarà a tutto campo: attività di ricerca, valutazione sulle iniziative di
orientamento e di contrasto della dispersione scolastica e formativa. promozione
della partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in
campo valutativo. Previsto, infine, il supporto e l’assistenza tecnica allo
stesso Miur, alle Regioni, agli enti territoriali e alle singole scuole per la
realizzazione di autonome iniziative di monitoraggio, valutazione e
autovalutazione.
Organi dell’Istituto saranno il presidente, il comitato direttivo e il collegio
dei revisori dei conti. Il comitato sarà composto dal presidente e da cinque
membri, nominati dal Miur. Tra questi uno sarà designato dal ministro del
Lavoro, un altro dal presidente della Conferenza dei presidenti delle Regioni.
L’organizzazione della struttura sarà basata sulla separazione tra i compiti e
responsabilità di indirizzo e programmazione e la responsabilità di gestione. In
particolare, sarà predisposta un’area tecnica della valutazione per lo
svolgimento delle verifiche periodiche. Quest’ultima potrà avvalersi del lavoro
del personale ispettivo dipendente dal Miur, un recupero per una funzione che,
negli ultimi anni sembra essere finita nell’ombra.
L’appuntamento di martedì prossimo a viale Trastevere rappresenterà il primo
contatto tra il ministero e le organizzazioni sindacali della scuola su tre
decreti attuativi: alternanza scuola-lavoro, servizio nazionale di valutazione e
diritto dovere all’istruzione.
LUIGI ILLIANO
14 febbraio 2004