Appunti sul documento Bertagna-Moratti
 

Non è un ritorno all’antico

E’ certamente una concessione ai neo-gentiliani nostalgici di un sistema di conoscenze organizzato gerarchicamente (materie di serie A e serie B) che non c’è più. E’ però un progetto di costruzione verticale delle relazioni, talmente verticale che surrettiziamente si creano gerarchie laddove non sono mai esistite ( vedi maestri della scuola elementare), Si pensa di inventare un ruolo di super-docenti che servirà semplicemente a creare gerarchia, per legittimare un mondo di differenti. Tutto questo mentre il fordismo non esiste più nelle aziende che sono sempre più organizzate come centri di lavoro cooperativo.
E’ un progetto di controllo del lavoro docente (Portfolio per gli studenti più sistema di verifiche) che va, nella direzione e di annullare il valore legale del titolo di studio e l’idea di libertà d’insegnamento affogata dalla produzione di carte che non ha precedenti nella nostra storia scolastica.
Non è l’aziendalizzazione della scuola, quella del Bertagna, è piuttosto la mercificazione delle conoscenze, non è l’inseguimento di modelli produttivi ma la trasformazione del sapere (l’aria) da diritto accessibile a tutti (inclusivo), come diritto a vivere consapevolmente (respirare), a bene acquistabile (esclusivo) .E’ maledettamente “moderno” il progetto Bertagna-Moratti e partecipa a pieno titolo alla tendenza alla brevettazione e commercializzazione delle Sementi (Vita) dei geni, alla negazione delle medicine a chi non ha i soldi.

Non è una scuola azienda (mito povero per rappresentare la complessità di una istituzione che ha oltre 2500 anni) quella che insegue il Bertagna ma una società descolarizzata. Cancella, con l’introduzione dell’idea di acquisti di pezzi di sapere, l’idea stessa di scuola moderna nata dall’illuminismo. Suona quindi diabolicamente ironica la definizione di “Stati Generali” data alla parata mediatica di Foligno. Che sia il tentativo di una rivincita rispetto ai più famosi Stati Generali francesi?

Sulle discipline di serie A e serie B
L’idea che le discipline siano ordinate gerarchicamente, autosufficienti e non tutte formative, mi pare una cosa fuori dalla elaborazione espistemologica attuale. E. Morin non ne sarebbe contento.
Ho un sogno: penso ad una giornata di difesa della musica come disciplina di pari dignità con le altre, dove i docenti di educazione musicale offrono un concerto a tutti (inclusivo) nei capoluoghi di provincia, per affermare la pari dignità di questa disciplina. Penso ad un movimento di sensibilizzazione della società “Il linguaggio di Mozart rende liberi e felici: tutti ne hanno diritto”.
Sogno una convention di insegnanti di educazione fisica e sportivi (non male se ci fosse anche qualcuno del Milan) che inviano un appello agli Italiani “ Ginnastica è salute e benessere, per questo è nella scuola per tutti.”

Sul tempo pieno nelle elementari
Subito un comitato nazionale per la sua difesa, può raccogliere oltre un milione di firme, sono circa 500 mila i bambini che lo frequentano e nelle grandi città non ci sono alternative a questo tipo di scuola, che è la mia scuola preferita.

Prima di tutto informare
Penso, però, che la scuola non sia adeguatamente informata per cui, propongo di promuovere per il mese di gennaio una tornata di assemblee informative. I congressi regionali sono finiti, quello nazionale si fa dal 23 gennaio in poi. C’è tempo per spiegare bene a tutti cosa sta succedendo.

Andare a vedere
Credo che sia importante andare a vedere e far dire al Governo se la scuola è questione ordinaria o come la politica estera è di tutti senza distinzioni tra maggioranza e minoranza parlamentare.
Se la scuola è un organo costituzionale, occorre che si trovi un luogo prima sociale, poi della scuola, poi politico (sicuramente il Parlamento) dove tutto può essere messo in discussione, dove quello che è importante è la voglia di fare il bene della scuola, superando gli schieramenti politici. Sarebbe infatti una follia dovere riformare la scuola, ripeto organo costituzionale, ad ogni cambio di maggioranza. Il governo si assuma la responsabilità di dire anche a quel 40% di docenti che hanno votato Polo che la scuola è di parte e non ha rilevanza costituzionale.
Questo modo di operare potrebbe costruire una tendenza operativa comune da parte delle OOSS.
Creare uno schieramento comune potrebbe infatti salvare la scuola italiana dalla sua trasformazione in una succursale del CEPU.

La questione della qualità del lavoro
Nella scuola di Bertagna e della Moratti la questione della qualità del lavoro sarà un problema serio. Per tutti ci sarà un aumento della burocrazia. Quale sarà il destino degli insegnanti di educazione artistica, educazione fisica, educazione tecnica, lingua straniera e di tutte le discipline
che si trasformano in laboratori opzionali a pagamento? Il loro status passerà rapidamente da quello di docenti a quello di procacciatori di iscritti ai loro corsi, ridotti alla stregua di istruttori (quello che i ragazzi chiamano Mister). Nel medio periodo poi sarà sufficiente assumere per il numero strettamente necessario di ore un istruttore con un rapporto di lavoro di coordinazione continuata.
I docenti dipendenti dei tecnici e dei professionali unificati insieme e passati alle regioni saranno tutelati nella loro libertà d’insegnamento oppure, diventando non più istruzione ma solo formazione,
subiranno il controllo ideologico nel loro lavoro da parte degli assessori di turno?

I posti di lavoro
La riduzione delle ore di insegnamento, il taglio di un anno, la cancellazione del tempo pieno significano meno posti di lavoro, meno spazi per i supplenti, qualcuno in servizio di ruolo nei guai, per esempio gli Insegnanti Tecnico Pratici. Si prevede, infatti, un taglio di 100 mila posti (fonte Italia Oggi). Ma manca nella contabilità il taglio del tempo pieno ed il taglio attuato dalla finanziaria: 30 mila posti (fonti Ministeriali) 50 mila (contabilità spiccia - ma fatta sui tabulati del Ministero).
Mancano i 20 mila posti già tagliati degli ATA.

Evitare di sbagliare l’analisi
Non c’è continuità tra il comportamento di questo governo e quello passato. Solo coloro che vogliono leggere la realtà con una lente ideologica possono commettere questo errore. Il vecchio governo ha voluto l’autonomia scolastica non per inseguire le aziende ma per rendere più adeguata alle domande dei cittadini (non utenti) la scuola di tutti .Tant’è vero che come ultimo atto ha inserito la scuola nel titolo V della Costituzione trasformandole in organo di rilevanza Costituzionale. Ha voluto la legge di parità per permettere alle scuole serie di esistere, legge di parità che è conforme alla Costituzione Italiana. Oggi le scuole paritarie serie non possono accettare la descolarizzazione e come quelle statali debbono dire no al progetto Bertagna- Moratti.
Il Governo di Centro-Sinistra ha voluto la riforma dei cicli per portare la scuola italiana in Europa non per chiuderla. E’ legittimo non condividere le scelte governative; è sbagliato attribuire intenzioni che non esistono a coloro che non la pensano come noi. Possono essere accusati di giacobinismo riformatore, ma non di essere i precursori della Moratti.
Per ricordare a noi un po’ di storia: nazismo e fascismo hanno vinto e si sono consolidati in Europa anche perché alle richieste dei democratici e socialisti di fare fronte, i comunisti, aristocratici nella purezza ideologica, hanno detto che non potevano allearsi con delle varianti del capitalismo (ricordate la teoria del socialfascismo?).

Due impressioni
La citazione di Don Milani nel documento Bertagna, mi ha fatto un brutto effetto: mi è sembrata una bestemmia. C’è un’acredine contro la scuola superiore che lascia sbalorditi per quanto è violenta.
 

Omer Bonezzi