LE SCUOLE SONO A RISCHIO INCENDI ?
Se la sicurezza è essenziale nella gestione dei luoghi pubblici e quindi delle scuole, nel discorso della “Sicurezza” un capitolo importantissimo è certamente occupato dal rischio incendi.
L’allegato X al D.M. del 10/03/1998 “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”, anche se colloca le scuole tra le aziende a basso rischio incendi, obbliga le stesse, di ogni ordine e grado con oltre 300 persone a:
- Designazione degli addetti al servizio antincendi.
- Piano di emergenza
- Formazione dei preposti alla sicurezza
- Informazione a tutti (D.L.vo 626/94)
E’ vero che il suddetto decreto colloca le scuole tra le aziende a basso rischio incendi, ma è pur vero che l’emergenza, la fuga, sono circostanze improvvise, dove la fa da padrone il panico. Un incendio dovuto ad un corto circuito, è uno di quegli eventi che, come un terremoto, facendo gli scongiuri, possono verificarsi ed è in questi momenti che occorre avere le idee chiare su ciò che bisogna fare, che bisogna avere dei punti di riferimento certi per poter raggiungere il “luogo sicuro”, la salvezza.
Questi punti di riferimento, queste conoscenze, diventano tanto più indispensabili quanto più le strutture sono fatiscenti e spesso prive di sicure vie di fuga oppure quando le persone da portare in salvo sono bambini o adoloscenti che hanno bisogno di essere tranquillizzati per potere essere messi in salvo. Se facciamo una panoramica delle scuole napoletane, ci accorgiamo subito della inadeguatezza della maggior parte di esse: scale strette, lunghi e labirintici corridoi, idranti inesistenti, estintori non regolarmente caricati, che fanno solo bella mostra di sé …..Ci chiediamo che cosa si può fare ? Che cosa è stato fatto nel nome della prevenzione ? Sappiamo che tanti dirigenti scolastici hanno cercato di fare qualcosa per “stare a posto” : un piano di emergenza fatto da insegnanti volenterosi o da consulenti esterni, la nomina di alcune persone scelte tra insegnanti e personale ATA per formare le squadre di pronto intervento, la collaborazione gradita ma sporadica dei Vigili del fuoco. Ma tutto ciò, fatto in questo modo, basta per stare tranquilli? Auguriamoci di si.
La “fuga” per avvenire in maniera corretta, deve essere preparata nei minimi dettagli, ognuno deve sapere quello che deve fare, sono necessarie le esercitazioni ripetute almeno una volta l’anno, è necessario conoscere bene le “vie di fuga”, il che non significa “scappare verso l’uscita”, ma sapere quale direzione prendere per non creare affollamento e intralci pericolosi. Tutto questo ci fa pensare che non basta qualche insegnante volenteroso a sviluppare dei piani di emergenza, e non basta neppure il generico “esperto” al quale ci si affida per un “piano di sicurezza”, essendo la materia “incendio” di esclusiva competenza dei Vigili del fuoco o di tecnici iscritti all’Albo del Ministero degli Interni. Così come non basta nominare nelle squadre di pronto intervento dei docenti scelti a caso o secondo logiche non rispondenti e spesso non adeguatamente formate, altrimenti, in caso di necessità, ci troveremo, per esempio insegnanti che, facendo parte della squadra di pronto intervento, non sanno se abbandonare la classe o correre ad organizzare l’emergenza. Come si vede, il discorso è molto più ampio e non si può esaurire in poche righe. Auguriamoci che questo problema non venga sottovalutato, né dai dirigenti, né dalle Istituzioni, ma che ci sia sinergismo nelle azioni di tutti e non si aspetti, è il caso di dirlo, la … prova del fuoco.
Prof. Ernesto Antonacci