Il galateo del bravo scioperante

 

Questo breve articolo vuole apportare in modo semplice e chiaro delucidazioni riguardo il comportamento da tenere in caso di sciopero.

 

In allegato al Contratto si definiscono le modalità di applicazione della legge 146/90 (legge Giugni) sul diritto di sciopero nella scuola.

La prassi dovrebbe essere questa:

Fase n° 1 -Il Dirigente scolastico invia, entro 10 giorni dalla proclamazione dello sciopero, una circolare interna al suo Circolo/Istituto invitando gli insegnanti a “rendere comunicazione volontaria” dell'adesione allo sciopero. Tale richiesta quindi è legittima, ma è altrettanto legittimo (e consigliabile) non impegnarsi in alcun modo, perché sarebbe difficile cambiare idea all'ultimo minuto, in quanto l'eventuale ripensamento potrebbe, o meno, essere preso in considerazione dal capo d 'Istituto. Inoltre, perché rinunciare alla libertà di decidere all'ultimo minuto sull'adesione ad uno sciopero?

In 10 giorni possono accadere tante cose. La richiesta non ha comunque oscuri fini (come alcuni colleghi hanno ipotizzato in questi giorni) ma soltanto quello di permettere “sulla base della comunicazione volontaria del personale” di informare le famiglie e il Provveditore delle modalità di funzionamento della scuola o della sospensione del servizio. Si può rispondere soltanto “sì” oppure non rispondere. Non è richiesto di dichiarare che non si sciopera, quindi il diritto del singolo è rispettato fino in fondo.

Fase n° 2 -il capo d 'Istituto invia una seconda circolare interna in cui chiede agli insegnanti di comunicare alle famiglie: a) la sospensione delle lezioni nel plesso in cui le adesioni dichiarate dagli insegnanti siano tantissime e per chi non sciopererà ci saranno disposizioni particolari: normalmente sarà richiesta la sorveglianza degli alunni entrati comunque nell' edificio scolastico; b) l'impossibilità di garantire, nel giorno dello sciopero, il regolare svolgimento delle lezioni e l'invito a controllare di persona, prima dell'ingresso nella scuola, che sia presente il personale docente che deve accogliere l'alunno. Fase no 3 -Si aderisce o non aderisce allo sciopero.

Fase n° 4- Il capo d'Istituto dovrebbe incaricare un bidello al controllo dell'ingresso degli alunni nell'edificio scolastico, per non accettare quelli che, alla prima ora, non hanno l'insegnate previsto nell ' orario scolastico.

Trattandosi di minori, nel caso fossero fatti entrare dovrebbero comunque essere sorvegliati: o da un insegnante non scioperante o da un bidello o dallo stesso Dirigente scolastico. Il servizio di sorveglianza non prevede limiti numerici: una persona sola può sorvegliare un numero indeterminato di minori, essendo sufficiente che siano visivamente controllabili in un ambiente capace di accoglierli (Legge 626 sulla Sicurezza).

Fase n° 5 -La segreteria della scuola raccoglie i dati numerici dei partecipanti allo sciopero per inviarli al Provveditorato che, a sua volta, li inoltrerà al Ministero. Anche gli insegnanti che non prestano servizio nella giornata dello sciopero possono pretendere di non essere esclusi da una legittima forma di protesta che vogliono condividere: basterà una semplice dichiarazione scritta di adesione allo sciopero.

Si può chiedere anticipatamente al Capo d 'Istituto uno spostamento del “giorno libero”, ma è sua facoltà concederlo o respingerlo.

 

Giuliana Bagliani- S.A.M. - GILDA degli Insegnanti