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Un voto che vale
Cari colleghi,
- rubo un po’ della vostra attenzione per ricordarvi un fatto importante: dal 4 al 6 dicembre prossimo nelle nostre scuole saremo chiamati a votare per il rinnovo delle RSU. Non si tratta solo di eleggere alcuni colleghi che ci rappresenteranno per la stipula del contratto d’Istituto. E’ di più, molto di più. Il risultato elettorale ottenuto nelle singole scuole dalle varie sigle concorrenti verrà sommato e determinerà, assieme alle iscrizioni per delega, la rappresentatività su base nazionale.
Per spiegarci meglio: quando i rappresentanti della Gilda si siederanno al tavolo delle trattative nazionali (per discutere il contratto e ogni decisione che riguardi la Scuola) il peso della nostra rappresentanza e delle nostre proposte verrà determinato anche dai voti ottenuti in queste elezioni.
In questi anni la nostra associazione si è battuta sempre per tutelare la qualità della Scuola italiana e la professionalità dei docenti, anche ottenendo risultati significativi: per esempio, abbiamo fatto cadere un Ministro che voleva dequalificare ed offendere la categoria docente con il cosiddetto “concorsaccio”, ci siamo battuti, anche con buoni risultati, per fermare riforme che avrebbero devastato la Scuola e tagliato brutalmente gli organici.
La Gilda degli Insegnanti ha vittoriosamente contrastato l’introduzione di tutor, portfolio e anticipi nella Scuola dell’Infanzia. Infine, cari colleghi, negli ultimi quattro anni siamo riusciti ad ottenere un altro risultato significativo: abbiamo fatto sì che non fossero più sottratte risorse ai contratti degli insegnanti per ingrassare il Fondo d’istituto. Forse non si è riflettuto abbastanza su questo fatto: un progressivo degrado che ha contrassegnato l’ultimo ventennio della nostra storia contrattuale è stata arrestato.
La logica dell’incentivo ha condotto infatti ad una sempre maggior impiegatizzazione dei docenti, alla rincorsa del lavoro aggiuntivo, a trascurare chi nella scuola vuole fare il vero insegnante che dedica le proprie energie a trasmettere istruzione ed educazione, e non vuole trascorrere invece il proprio tempo a risolvere i problemi organizzativi del dirigente.
Insomma, diciamo no alla preminenza della burocrazia rispetto al lavoro intellettuale del docente!
Noi, cari colleghi, continueremo, grazie ai vostri consensi ad impegnarci sugli obiettivi fondamentali:
- la rigorosa ed instancabile difesa dei valori costituzionali, sia relativi alla libertà di insegnamento, sia al concetto di Scuola pubblica statale che è un’importante Istituzione e non un supermercato dell’offerta formativa;
- l’area contrattuale specifica (separata) per gli insegnanti, che consenta di distinguere le due diverse professionalità, docenti e ATA, garantendo così una maggior valorizzazione di ciascuna di esse; un’idea che finalmente comincia ad essere accettata dall’opinione pubblica;
- il riconoscimento, anche sul piano contrattuale della dimensione professionale ed intellettuale del nostro lavoro, lavoro in gran parte sommerso (al contrario, altre organizzazioni sindacali considerano il docente un lavoratore a tempo parziale: ecco perché hanno inventato il lavoro aggiuntivo, valorizzando, nella scuola, chi fa cose diverse dall’insegnamento);
- un trattamento economico decoroso, in linea con quello dei colleghi dei paesi industrializzati: senza una retribuzione dignitosa sparisce anche la considerazione sociale;
- un contratto con norme trasparenti e non soggetto a troppe interpretazioni;
- il bilanciamento dei poteri della dirigenza, attraverso la separazione dei compiti di direzione e gestione amministrativa della Scuola da quelli didattici; vogliamo che la presidenza del Collegio dei docenti sia infatti elettiva e limitata nel tempo e affidata ad un insegnante.
Vorremmo infine che i colleghi riflettessero sull’importanza di essere un’organizzazione di soli insegnanti, che conoscono sul campo la realtà, un’organizzazione che esclude la controparte: i dirigenti ed anche altre figure professionali che, senza nulla togliere alla loro importanza, poco hanno a che fare con le nostre funzioni. Per questi motivi colleghi vi chiedo di votare le liste “GILDA-UNAMS.
Rino Di Meglio
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