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Il sindacato degli
insegnanti non firma il contratto nazionale
Gilda pronta alla protesta
Il problema è sempre l’assegnazione delle cattedre
Il pianeta scuola è sempre in subbuglio. Ruggiero Pinto, coordinatore
provinciale della Gilda degli insegnanti, chiede a Felice Grassi, dirigente
del Centro servizi amministrativi (l’ex provveditore agli studi), un incontro
urgente per discutere i problemi affrontati e non risolti lo scorso anno. «Già
dal 4 giugno ho inviato una lettera, ma non ho ancora ricevuto risposta», spiega
Pinto.
Gilda si è mossa per evitare il riproporsi di una serie di incertezze. «L’anno
scorso non si aveva il quadro chiaro e completo della disponibilità delle
cattedre e le graduatorie permanenti sono state date con due mesi di ritardo»,
continua il coordinatore, Sempre nel 2002 c’è stata grossa difficoltà nel
reperire informazioni corrette sull’assegnazione delle supplenze annuali e
temporanee: «Molte cattedre sono risultate scoperte solo dopo la nomina dei
primi docenti in graduatoria, oppure alcuni docenti che avevano scelto già la
sede hanno constatato che per un errore tecnico la nomina di cattedra era
disponibile solo su carta e non nella realtà».
Non solo. Gilda aderisce alla protesta degli insegnanti che in molte parti
d’Italia si oppongono ai progetti di riforma della scuola, e non firma il
contratto nazionale della scuola. «La Gilda si dissocia dagli altri sindacati
nella firma del contratto perché l’aumento di stipendio previsto per gli
insegnanti, frutto dei sostanziali tagli di cattedre, non recupera del tutto
l’inflazione reale ed è insufficiente ad un parziale adeguamento alle
retribuzioni europee» sottolinea Pinto. «Una parte dell’aumento (la retribuzione
professionale docente), inoltre, non è pensionabile e i docenti a tempo
determinato continuano a non avere gli stessi diritti di quelli assunti a tempo
indeterminato (ferie, malattie, permessi)», conclude Pinto.
Francesca Lombardi
12 giugno 2003