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Scuola, addio a 40.000 precari


Oggi, il CIP Prato esprime la propria solidarietà ai caduti della Scuola Pubblica.

La Scuola pubblica conta infatti 40.000 docenti in meno, morti di morte innaturale, violenta.

Sono tutti docenti precari, di qualsiasi provenienza, che grazie agli accorpamenti di classi, agli accorpamenti di cattedre, ai tagli nudi e crudi, sono dovuti rimanere a casa, in attesa di una qualche malattia di altri colleghi, o di una maternità. Insomma, paria della scuola, senza più alcuna certezza, se mai l'avessero avuta.

L'anno scorso i posti annuali e fino al 30 giugno, conferiti a supplenza, erano 120.000. Quest'anno sono stati 90.000 (dati MIUR). Si aggiungano ad essi circa 11.000 pensionamenti, che non hanno visto ricambio di professori e/o insegnanti elementari.

Si faccia il dovuto calcolo.


Si mediti su 40.000 persone che sono rimaste senza stipendio, insegnanti precari abilitati negli anni dallo Stato con tante procedure abilitanti, tutte di pari dignità.

Si ripeta l'esercizio metodicamente, mattina e sera, ripetendo dentro di sé: quarantamila caduti, quarantamila caduti, quarantamila caduti. Non fa un certo effetto? Non sono anche queste persone come gli operai di grandi imprese? Con l'aggravio che non esiste cassa integrazione: o sei dentro, o sei fuori.

Teniamoli a mente, perché questi 40.000 saranno soltanto i primi di una lunga, dolorosa serie, che non tarderà a toccare anche chi, magari da anni, il posto fisso nella Scuola pubblica pensava di esserselo assicurato.

Io sono o potrei essere tra quei 30.000 disoccupati? Saro' o potrei essere tra quelli ulteriormente "tagliati fuori" del prossimo anno? O tra quelli del successivo ?

Chi non fa domande, non può risolvere i propri dubbi. Chi non si fa domande, prima o poi verrà fagocitato dagli eventi.

Il Comitato Insegnanti Precari di Prato

28 settembre 2003