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Graduatorie, il valzer degli emendamenti
ROMA - Trasferimento di tutto il personale della scuola dipendente dalle
amministrazioni comunali nei ruoli dello Stato. Lo prevedono due emendamenti al
disegno di legge sulle graduatorie permanenti all'esame della commissione
Istruzione del Senato. Il giorno dopo la cancellazione della maxi-sanatoria che
- in applicazione della lettera "d" del provvedimento - avrebbe allargato a
dismisura l'accesso dei supplenti ai corsi abilitanti annuali (si veda «Il
Sole-24 Ore» di ieri), all' orizzonte si presentano altri insidiosi emendamenti
(3.04 e 3.06), riguardanti i restanti due articoli del Ddl.
E, a meno di un mese dalla sentenza con la quale la Corte costituzionale
ribadiva che la gestione delle scuole è materia di competenza regionale, martedì
prossimo arriveranno in Commissione al Senato gli emendamenti di Francesco
Bevilacqua (An), Maurizio Eufemi (Udc), Filadelfio Basile (Fi) e Giuseppe
Firrarello (Fi) che, appunto, propongono il trasferimento in massa del personale
dipendente dai Comuni allo Stato.
Ma non sarà l'unico scoglio da superare. L'emendamento 3.3, firmato da Luciano
Modica (Ds), Maria Chiara Acciarini (Ds), Mauro Betta (Aut), Albertina Soliani
(Margherita), Giampaolo D'Andrea (Margherita), Fulvio Tessitore (Ds), Vittorio
Monticone (Margherita) e Vittoria Franco (Ds), propone di sostituire tutto
l'articolo 3 che si occupa della rideterminazione dei passaggi di ruolo (gli
insegnanti in servizio che passano a un altro ordine di scuola) con una norma
che blocca il tetto al 20 per cento. Ipotesi contro la quale il sindacato ha
sempre sparato a zero, affermando che sarebbe un'invasione legislativa in
materia contrattuale.
Dopo le proposte di cambiamento degli articoli, la Commissione dovrà esaminare
una raffica di 28 emendamenti sulle tabelle di valutazione: in gioco ci sono
migliaia di possibilità per sbarrare o scalare le graduatorie.
L.ILL.
21 febbraio 2004