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Precari senza sanatoria per l'accesso ai «corsi»
Scuola - Una correzione al Ddl sulle graduatorie
esclude 60mila supplenti dai cicli annuali abilitanti
ROMA - Nessuna sanatoria per i docenti precari. L'articolo 2 del disegno
di legge sulle graduatorie permanenti non rischierà più di offrire a quasi tutti
i supplenti la possibilità di partecipare ai corsi abilitanti, di durata
annuale, che danno diritto a entrare in graduatoria. Alcune stime parlano di
circa 60mila interessati che, a questo punto, vengono tagliati fuori. La
decisione è scattata nella tarda serata di mercoledì scorso, quando la
commissione Istruzione del Senato ha deciso di cancellare la lettera "d"
dell'articolo 2. Il punto controverso apriva le porte dei corsi abilitanti anche
«agli insegnanti in possesso dei titoli di laurea o di diploma (Isef o Belle
Arti) che siano privi di abilitazione o idoneità e che abbiano prestato servizio
per almeno 360 giorni nel quadriennio 1° settembre 1999/31 agosto 2003».
Nel dettaglio, è stato l'emendamento 2.33 - presentato da Mauro Betta (Aut.), Maria Chiara Acciarini (Ds), Luciano Modica (Ds), Albertina Soliani (Margherita), Giampaolo D'Andrea (Margherita), Fulvio Tessitore (Ds) e Alberto Monticone (Margherita) - a sbarrare il passo alla lettera "d". La maggioranza ha dato il suo assenso con l'astensione di Francesco Bevilacqua (An) e di Giuseppe Gaburro (Udc). «Ci sarebbe sembrata eccessiva una sanatoria immediata. Teniamo conto delle ragioni dei precari, ma c'è anche la necessità di dare adeguata importanza alla qualità della formazione e della professionalità» spiega Albertina Soliani. Nella tornata del 18 febbraio, alla quale ha partecipato anche il sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea, sono stati votati soltanto il primo e il secondo articolo del Ddl. Per il primo articolo sono stati respinti tutti gli emendamenti ed è passata l'approvazione della versione originaria, senza modifiche. Per l'articolo 2, tra gli altri, è stato approvato anche l'emendamento di Giuseppe Valditara (An), che istituisce l'esame di Stato al termine dei corsi abilitanti. È poi stata prevista anche per gli istituti di alta formazione artistica e musicale la possibilità di attivare i corsi abilitanti annuali.
La commissione
tornerà a riunirsi martedì prossimo, quando gli schieramenti si dovranno
affrontare sulla raffica di emendamenti che riguardano le tabelle di valutazione
dei titoli. «Contiamo di completare il voto entro la prossima settimana - spiega
Franco Asciutti (Fi), presidente e relatore - e chiederemo di trasformare la
seduta da referente a deliberante, per procedere più speditamente e inviare
direttamente alla Camera il disegno di legge» saltando esame e voto in Aula. La
tormentata vicenda del disegno di legge ha preso il via il 19 settembre scorso
quando il Consiglio dei ministri fece scattare il disco verde al provvedimento
che interviene sulla rideterminazione dei punteggi relativi alle abilitazioni e
alle valutazioni dei titoli per l'accesso alla terza fascia delle graduatorie
permanenti. «Il disegno di legge intende sanare una situazione di grave disagio
derivante dalle scelte dei governi precedenti» spiegò allora il ministro Letizia
Moratti. Cinque articoli e una dettagliata tabella di valutazione dei titoli
costituiscono il testo del provvedimento. Tra i contenuti principali, la
conferma dei 30 punti per i precari diplomati nelle Ssis (Scuole di
specializzazione all'insegnamento secondario), il bonus di 6 punti per i precari
cosiddetti storici e la contrattazione sull'ipotesi di ridimensionamento dei
passaggi di ruolo (la quota a disposizione degli insegnanti in servizio per
passare a un altro ordine di scuola). Con i corsi annuali organizzati dalle
università si regolarizzerà la posizione dei tantissimi docenti che da anni sono
in servizio su posti di sostegno pur non essendo in possesso dell'abilitazione
all'insegnamento o della specializzazione. Intanto, sul fronte dell'Istruzione
ieri c'è stato l'incontro tra il ministero e le organizzazioni sindacali, per
discutere sul decreto attuativo della riforma Moratti approvato lo scorso
gennaio, che riguarda la scuola dell'infanzia e il primo ciclo (elementari e
medie). Una riunione dalla quale le confederazioni di categoria sono uscite
sostanzialmente divise.
LUIGI ILLIANO
20 Febbraio 2004