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Il Ministero della Pubblica Istruzione raddoppia il punteggio per i docenti che lavorano in montagna, nelle isole e nei penitenziari
I precari contro il decreto che sconvolge la graduatoria
Trecento insegnanti affidano alla Gilda il ricorso per impedire che entri in funzione la legge

LA MONTAGNA, LE ISOLE e gli istituti penitenziari stanno facendo arrabbiare gli insegnanti della Capitanata perché sono diventati ancore di salvezza su cui i precari si stanno aggrappando per aumentare di grado nelle graduatorie permanenti. Dal ministero della Pubblica Istruzione, dunque, è venuto fuori un nuovo decreto, una nuova intuizione che ha messo sull'attenti circa trecento insegnanti precari di Foggia che, attraverso la Gilda, hanno preparato un ricorso collettivo contro «il raddoppio del punteggio per il servizio prestato sulle scuole di montagna, delle isole e degli istituti penitenziari; gli aspetti di illegittimità relativi al riconoscimento del servizio aspecifico; il principio della retro attività delle norme» spiega Gina Spadaccino, responsabile precari del sindacato di via Dante.


In pratica, i docenti precari della Capitanata stanno nuovamente sul sentiero di guerra che conduce alle porte del ministro in questione Letizia Moratti e dei suoi collaboratori, perché la legge di conversione del decreto 97/2004 rischia «di stravolgere le graduatorie e anziché provare a risolvere i problemi tra precari storici e sissini alimenta i disagi». L'ultima trovata del ministero, infatti, non piace al sindacato degli insegnanti coordinato da Ruggiero Pinto: la norma sotto accusa, che ha valore retroattivo, raddoppia i punteggi per i servizi prestati nelle scuole di montagna, delle isole e degli istituti penitenziari. E nel caso dei plessi scolastici montanari vengono considerate tutte quelle scuole che abbiano almeno un edificio situato sopra i 600 metri. Per questi motivi, quindi, il ricorso della Gilda nasce «al fine di evitare gli assurdi sconvolgimenti delle posizioni nelle graduatorie permanenti e per tutelare i diritti acquisiti dei docenti inseriti in graduatoria». Non a caso, questo provvedimento è una sorta di schiaffo in faccia «a quegli insegnanti che hanno maturato anni di servizio e titoli, e che adesso rischiano di essere scavalcati in graduatoria da coloro che hanno lavorato nelle località indicate nel decreto. Anche perché - aggiunge Spadaccino - il punteggio sarà raddoppiato, passando da 12 a 24 punti».


Ma tra i nei del decreto che non va giù alla Gilda, che per il momento solo a Foggia ha raccolto 300 sottoscrizioni di insegnanti arrabbiati, «rientra il fatto che non è neanche chiaro quali siano i criteri che stabiliscono le zone montanare. Ad esempio, il raddoppio del punteggio vale anche per i semplici residenti nelle zone di montagna che magari hanno lavorato in una scuola di Foggia». Insomma, la carte che contestano il decreto finiranno presto sui tavoli del Tribunale Amministrativo Regionale e tutti gli insegnanti che vogliono sottoscrivere il ricorso, riservato agli iscritti della Gilda, possono contattare fino alla giornata le segreterie del sindacato allo 088/755091 o 00885/424071.


Emiliano Moccia
24 giugno 2004