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Parte dalla Gilda di Foggia l'azione legale contro la
legge che detta le norme sulle supplenze
Caos graduatorie, i prof fanno ricorso
Provvedimento retroattivo favorisce chi ha insegnato in montagna
Quest'anno mare o montagna? Potrebbe sembrare un interrogativo pre-vacanziero,
invece è il problema che si sarebbero dovuti porre i precari al momento della
scelta delle sedi dove eventualmente prestare servizio per il prossimo anno
scolastico. Se solo avessero saputo che qualche giorno dopo la consegna delle
domande, il 21 maggio, le regole sarebbero cambiate.
Di questi ed altri problemi che interessano l'universo dei docenti precari si è
discusso ieri, durante un'assemblea dei prof senza posto fisso convocata dalla
Gilda. Problemi che interessano qualche migliaio di persone, nella provincia di
Foggia, e che si apprestano a vivere le fasi dell'affidamento delle supplenze in
maniera ancora più convulsa rispetto al passato.
La prima tappa, quella del 21 maggio: i precari hanno presentato le domande (che
prevedono la scelta delle sedi dove eventualmente svolgere servizio) secondo le
indicazioni di un decreto legge varato dal Governo. Seconda tappa, il 4 giugno,
quando il decreto, convertito in legge, presenta sostanziali modifiche che
costringeranno i precari a presentare, entro il 21 giugno (ma prima era stato
stabilito il 14) eventuali integrazioni alle domande. Integrazioni che non
prevedono che si possano scegliere sedi diverse rispetto alla domanda. Cosa
cambia? Cambia che si troverà avvantaggiato chi ha scelto una sede «montana»,
che si vedrà raddoppiato il punteggio. Un provvedimento retroattivo, che vale
anche per il servizio prestato nell'anno scolastico 2003/04, docenti che si
troveranno, per puro caso, a scalare le graduatorie a discapito di altri
docenti.
Insomma, una confusione totale cui si cercherà di porre rimedio con il ricorso
al Tar del Lazio che presenterà, per conto della Gilda, l'avvocato foggiano
Tommaso De Grandis. I tempi per porre in essere le correzioni dovrebbero
esserci, sostiene il legale. Il ricorso partirà entro martedì e la risposta si
dovrebbe avere entro i primi quindici giorni di luglio, in tempo per
l'aggiornamento delle graduatorie e la «chiamata» per le supplenze, prevista
entro il 31luglio. Fra le incongruenze, anche quella che definisce i comuni
montani: richiama una legge del 1952 abrogata dalla 142 del 1990.
I responsabili della Gilda, il coordinatore provinciale Ruggìero Pinto e
la responsabile coordinamento precari Gina Spadaccino sottolineano
l'importanza della coralità del ricorso. «Corriamo il rischio - conclude la
Spadaccino - che lo strumento della graduatorie perda di valore e si apra la
strada ad un nuovo sistema di arruolamento che non garantirà la tutela di
diritti conquistati in anni di lavoro
ste.lab
12 giugno 2004