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SPECIALE CONTRATTO

RASSEGNA STAMPA DEL 17 MAGGIO 2003

 

 

 

PROTESTANO I SINDACATI MINORI: «FALLITO ANCORA UNA VOLTA L’OBIETTIVO DI RIDARE DIGNITA’ AL SETTORE»
«Altro che stipendi europei»
Gilda e Cobas: sono incrementi da fame

ROMA - Dopo 17 mesi di attese e trattative, il coro sindacale è tutto un peana: il contratto piace a Cgil, Cisl, Uil e Snals, allieta i ministeri dell’Istruzione e della Funzione Pubblica e - tendenzialmente - vorrebbe restituire al sistema scolastico una stagione di tranquillità. Ma proprio questa unanimità di sentimenti fa emergere ancora di più il minoritario ma determinato dissenso della Gilda degli insegnanti, considerata da sempre il sindacato «professionale» e colto, quasi «rampante», della scuola e - dall’altra parte - degli irriducibili dei Cobas e Unicobas. Agguerrita per la scarsa qualificazione della professione docente, la prima, inviperiti contro gli aumenti «da miseria» i secondi. «Un contratto che ancora una volta fallisce l'obiettivo di ridare dignità, prestigio e motivazione ai docenti che da questo accordo otterranno ben poco - ha detto il coordinatore nazionale della Gilda, Alessandro Ameli -. Un contratto che segnala sul piano retributivo incrementi medi netti in busta paga inferiori a 80 euro, mentre su quello normativo lascia tutto come prima con le mille complicazioni introdotte».

 

Stefano D’Errico, invece, segretario di Unicobas, non solo non condivide l'impianto complessivo dell’accordo, ma contesta perfino le cifre diffuse. «Il contratto appena siglato - ha detto - con 125 euro medi lordi di aumento e che non copre, tra l'altro, né l'erosione inflattiva né l'aumento dei prezzi determinato dall'entrata in vigore dell'euro, non solo non ci riavvicina all'Europa, bensì ce ne allontana ulteriormente. Per i docenti italiani è un'ennesima beffa!». La conclusione è che Unicobas si appresta «ad azioni di lotta», ivi compreso il blocco degli scrutini, il mese prossimo.

 

«E’ stato siglato un contratto-miseria - rincara il leader dei Cobas Piero Bernocchi - altro che stipendio europeo. Mentre si attua, o si prepara, il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro, il contratto-scuola, firmato da Cgil, Cisl, Uil e Snals, offre una miserabile mancia a quei docenti ed Ata che avranno la fortuna di conservare il posto. In attesa di vedere le modifiche (in genere peggiorative) nella parte normativa, - prosegue Bernocchi - è già chiaro che le promesse sbandierate ai quattro venti di un «contratto di svolta» che avrebbe dato ai lavoratori della scuola uno stipendio europeo si sono rivelate una truffa colossale». Bernocchi fa poi una ulteriore lettura peggiorativa delle retribuzioni: «Gli aumenti in paga-base, medi e a regime, sono, al netto di tasse e trattenute intorno ai 60 euro, pari a poco più del 5% biennale: dunque, viene a malapena coperta l'inflazione ufficiale, notoriamente ben più bassa di quella reale».

 

A cantare nel controcoro ci si sono messi - per ragioni diametralmente opposte - anche i ragazzi di Alternativa studentesca (vicini a Forza Italia), i quali se la sono presa con la Cgil, accusata di plaudire al nuovo contratto dopo aver «aggredito» il governo: «Solo ieri la Cgil annunciava che sarebbe scesa in mille piazze contro la Moratti - ha detto il leader del movimento Simone Paini - e oggi si complimenta per l’accordo contrattuale. O siamo di fronte ad un caso di mutazione come quello del dottor Jekyll e di Mr. Hide, oppure la scuola della Moratti non è poi così disastrosa come viene dipinta».

 

r. mas.

 



 

 

Un milione di dipendenti pubblici riceverà entro fine luglio gli incrementi di stipendio stabiliti e gli arretrati. Le retribuzioni sono comunque inferiori alla media europea.

Scuola, firmato il contratto: 147 euro in più al mese.
La Moratti: «Notevole sforzo finanziario». I sindacati: «Un buon accordo». Ma Gilda e Cobas: «Una miseria»


di ANNA MARIA SERSALE

ROMA - Il contratto di lavoro della scuola è stato firmato. Alle 13,45 di ieri Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno siglato l’accordo con il Governo. Un milione di dipendenti, se la macchina amministrativa sarà veloce, riceverà in busta paga entro fine luglio aumenti ed arretrati. Agli insegnanti, che sono 850 mila, andranno 147 euro lordi di aumento medio mensile, mentre al personale tecnico amministrativo andranno 93 euro.


Lo stipendio europeo non c’è, ma questo era ormai chiaro da tempo. Proprio sul trattamento economico Fedele Ricciato dello Snals, nonostante abbia sottoscritto l’accordo, prende le distanze: «Sono parzialmente soddisfatto».


La Gilda non ha firmato. Poche ore prima della chiusura ha abbandonato il tavolo delle trattative, ritenendo «inaccettabile» la proposta dell’Aran. «Lo stipendio europeo resta una chimera - sostiene il coordinatore nazionale Alessandro Ameli - Ancora una volta è fallito l’obiettivo di ridare dignità, prestigio e motivazioni ai docenti». Oltre alla Gilda contestano l’accordo anche le organizzazioni che non hanno partecipato alle trattative.


Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas, progetta già iniziative di lotta: «E’ un “contratto-miseria", una mancia a quei docenti che avranno la “fortuna" di conservare la cattedra, perché nel frattempo si prepara il taglio di decine di migliaia di posti di lavoro». E Stefano D’Errico, segretario nazionale degli Unicobas: «E’ l’ennesima beffa, l’aumento non copre nè l'erosione inflattiva, nè l'aumento dei prezzi determinato dall'euro. L’avvicinamento all’Europa non esiste, è pura propaganda». Dunque, a poche ore dalla firma, il clima è acceso.


Le trattative sono durate sette mesi. Confederali e Snals hanno accettato l’accordo dopo quasi 27 ore di “non stop", ma anche loro in più momenti sono stati ad un passo dalla rottura. Anche quando la bozza dell’intesa stava già girando per la firma, ci sono stati momenti di tensione. Il confronto sul contratto, scaduto quasi un anno e mezzo fa, si era presentato subito difficile perché da parte sindacale erano state avanzate una serie di richieste che traducevano il malumore di docenti e ausiliari. Le rivendicazioni puntavano soprattutto ad un trattamento economico migliore.


Soddisfatti i ministri dell’Istruzione e della Funzione pubblica. Letizia Moratti parla di uno «sforzo finanziario notevole». E aggiunge che si tratta di un «messaggio di incoraggiamento e di riconoscimento, in tempi di difficile congiuntura economica, dell’importante funzione svolta dai docenti». La Moratti ha anche sottolineato che nel contratto sono contenuti «molti elementi di novità». Mentre Luigi Mazzella, ministro della Funzione Pubblica, invita i lavoratori del pubblico impiego che hanno indetto uno sciopero per lunedì a ritirare la mobilitazione.


Un dato spicca: la Cgil è soddisfatta. Ed è il primo “sì" ad un contratto importante, dopo una serie di insanabili spaccature. L’ultima, in ordine di tempo, quella della Fiom-Cgil, che ha sbattuto la porta e che proprio ieri ha scioperato. «Speriamo che questo della scuola possa favorire il rinnovo degli altri contratti pubblici», ha detto il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani. Enrico Panini, segretario Cgil di categoria, va oltre: «Da oggi (ieri, ndr) un milione di lavoratori della scuola ha un buon contratto. Questo risultato arriva dopo mesi di trattativa, uno sciopero generale e iniziative di mobilitazione».


Anche in casa Cisl il clima è sereno. Savino Pezzotta, leader nazionale della Cisl: «E’ un segnale positivo per il Paese». Sulla stessa lunghezza d’onda la Uil. Ecco le parole del segretario di categoria, Massimo Di Menna: «E’ il massimo che si potesse ottenere ora. C’è voluto tempo, ma gli aumenti li abbiamo ottenuti e arriveranno nelle tasche degli insegnanti con decorrenza gennaio 2002. Occorre ora verificare il piano pluriennale del Governo sugli altri stanziamenti».


Compiaciuto per «l’alto consenso» nel mondo sindacale Giuseppe Valditara, senatore di An. Reazioni positive anche da alcuni partiti dell’opposizione. La senatrice Albertina Soliani, ex sottosegretario alla Pubblica istruzione con il Governo dell’Ulivo, e ora responsabile Cultura della Margherita, commenta così: «Finalmente, grazie alla mobilitazione degli insegnanti e del personale scolastico, la scuola italiana con la firma del nuovo contratto ha segnato un punto a proprio favore». E Andrea Ranieri, della segreteria nazionale dei Ds, sottolinea: «E’ un fatto positivo ed importante, ma non cancella in alcun modo le gravi responsabilità del Governo che ha drasticamente diminuito le risorse indirizzate alla scuola pubblica e non cancella l'iniquità di una riforma che ripropone una scuola di classe».

 


 

 

Sì al contratto, per i docenti aumenti di 147 euro
La firma dopo sette mesi di trattative. Letizia Moratti: premiato il ruolo degli insegnanti. Sindacati soddisfatti.

ROMA - Un insegnante di scuola superiore con 28 anni di anzianità avrà un aumento mensile lordo di 169,99 euro. Un docente di scuola media, stessa anzianità, troverà nella busta paga un aumento lordo di 164,59 euro. Dopo una non stop di 29 ore e sette mesi di trattative è stato siglato il contratto della scuola per il quadriennio normativo 2002-2005 e il biennio economico 2002-2003. Aumento medio: 147 euro lordi in busta paga a luglio (comprensivi della contrattazione integrativa), con gli arretrati. Burocrazia permettendo. E’ l’accordo più ricco, dopo quello dell’88, stipulato sull’onda del movimento dei «prof ribelli». I sindacati strapparono al ministro del Bilancio Cirino Pomicino un cifra pari a 250 euro. All’Istruzione c’era il dc Giovanni Galloni. Il contratto riguarda circa un milione e centomila persone, di cui 850 mila docenti e 260 mila tra assistenti, tecnici e amministrativi. L’accordo è stato firmato dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals. Manca invece la firma della Gilda.

MORATTI - «E’ un accordo che riconosce, anche economicamente, l'importante funzione svolta dagli insegnanti», ha dichiarato il ministro Letizia Moratti. «Gli elementi di novità contenuti nel contratto per quanto riguarda l’aspetto economico e normativo - ha detto - rappresentano un messaggio di incoraggiamento e di riconoscimento, in tempi di difficile congiuntura economica sia nazionale che internazionale». Con oltre cento articoli il contratto comprende gli accordi (19) sottoscritti nel periodo 1994-2001. Si tratta di un «testo unico» di tutte le disposizioni. Tra le novità la possibilità per i docenti di accettare incarichi a tempo determinato, per non meno di un anno. In buona sostanza gli istituti potranno chiamare gli insegnanti di cui hanno bisogno per determinate attività. E’ escluso però un contratto integrativo: niente soldi in più, ma solo mobilità.

CARRIERA - Per quanto riguarda la carriera professionale, è stata istituita una commissione paritetica che avvierà immediatamente una completa analisi per proporre entro la fine del 2003 un percorso di carriera professionale docente. Le funzioni obiettivo saranno attribuite dal collegio dei docenti. Non più di due collaboratori per ogni dirigente scolastico, pagati con un contratto di scuola stipulato tra rsu e dirigente.

SINDACATI - Nelle file dei sindacati si avverte una notevole soddisfazione. «Abbiamo sostenuto la categoria della scuola in questa lunga battaglia per un contratto che potesse pienamente garantire il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni - ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta - così come abbiamo fatto coerentemente con le altre categorie e nei giorni scorsi con i metalmeccanici. Ora la Cisl sosterrà con la stessa determinazione i rinnovi dei contratti del pubblico impiego, delle Poste, del turismo».
«C’è voluto tempo, tante difficoltà, uno sciopero ma ora, con la firma - è stato il commento di Massimo Di Menna, leader della Uil scuola - gli aumenti arriveranno nelle tasche del personale della scuola, con decorrenza gennaio 2002 e i relativi arretrati. È un buon contratto». Soddisfatto anche il segretario generale della Cgil scuola, Enrico Panini: «Mobilitazione e lotta si sono rese necessarie per sbloccare una situazione molto difficile e piena di ostacoli, caratterizzata da tentativi di ogni genere tesi a condizionare pesantemente ed in modo negativo le soluzioni contrattuali». «Senza il reinvestimento totale dei risparmi nella valorizzazione professionale, come abbiano chiesto a suo tempo - ha osservato il responsabile scuola di An, Giuseppe Valditara - le risorse non sarebbero state sufficienti». Contratto positivo anche per i Ds nonostante i ritardi del governo. Accordo mortificante per la Gilda. Contratto-miseria per i Cobas che sfidano la Cgil a proporre un referendum .

Giulio Benedetti

 


 

 

È stato raggiunto ieri l’accordo che riguarda tutto il personale della scuola: reazioni positive da parte di confederali e Snals.
Docenti, il contratto porta 147 euro
Il ministro Moratti: «Un’intesa che rappresenta un messaggio di incoraggiamento e riconoscimento» - Critiche da Gilda e Cobas.


ROMA - Il contratto della scuola taglia il traguardo. A sette mesi dall’inizio delle trattative e a sette mesi dalla scadenza naturale. Infatti, l’accordo riguarda il quadriennio formati- vo 2002/2005 e il biennio economico 2002/2003. In busta paga, probabilmente dal prossimo luglio, gli insegnanti troveranno un incremento medio mensile di 147 euro. Per il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) l’aumento medio sarà di 93 euro.


Le novità. Si ’accorcia’ la carriera dei docenti, con il massimo stipendiale che sarà raggiunto a partire già dal ventottesimo anno di anzianità. Si snellisce la contrattazione integrativa nazionale, che si occuperà soltanto di mobilità: il resto sarà ripartito tra il livello regionale e quello delle singole scuole. Questo contratto comprende tutti gli accordi sottoscritti nel periodo 1994/2001, diventando così una sorta di testo unico. Si velocizzano, poi, i tempi di informazione, concertazione e contrattazione, eliminando la moltiplicazione dei livelli di trattativa sulla stessa materia. Scompare inoltre la figura del “vicario” del preside, con l’introduzione al suo posto di due collaboratori individuati dal capo di istituto.


Le reazioni. Quella firmata ieri è «un’intesa che riconosce, anche economicamente, l’importante funzione svolta dagli insegnanti ha commentato il ministro Letizia Moratti e rappresenta un messaggio d’incoraggiamento e di riconoscimento, in tempi di difficile congiuntura economica sia nazionale che internazionale, rivolto ai docenti perché rafforzino la loro fiducia nel proprio lavoro».


«E stata una trattativa durissima dice Massimo Di Menna, segretario generale della Uil - scuola - ma alla fine abbiamo chiuso un buon contratto. Non poteva essere il contratto della svolta, ma abbiamo ottenuto anche la clausola che impegna, se necessario, a riaprire il contratto in seguito alle disposizioni attuative della legge Moratti».
«Lo Snals-Confsal ha deciso con responsabilità di firmare spiega Fedele Ricciato, segretario generale del sindacato anche se con riserve: è una tappa nel percorso che deve portare al pieno riconoscimento dei diritti del personale, attraverso l’approvazione del piano finanziario pluriennale».
Soddisfazione anche nelle parole di Enrico Panini, segretario generale della Cgil scuola: «E una buona intesa con la quale si conferma un processo di valorizzazione del lavoro nella scuola statale e si ribadisce che i valori della scuola pubblica si basano sulla cooperazione, sul coinvolgimento, sulla responsabilità».
Per Daniela Colturani, leader della Cisl scuola, «dopo 16 me si il personale della scuola vede legittimamente riconosciuto il suo diritto al contratto di lavoro, la tutela del potere di acquisto dei propri salari ma, soprattutto quegli spazi di democrazia partecipata che deve continuare a connotare la vita della scuola dell’autonomia». Di tutt’altro avviso Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, che ha abbandonato il tavolo durante la trattativa: «E' un accordo che mortifica i docenti italiani e lo stipendio europeo resta una chimera». Molto critici anche i Cobas: «Il contratto firmato offre una miserabile mancia a quei docenti e Ata che avranno la fortuna di conservare il posto di lavoro».
Il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha detto che «la firma dell’intesa è un segnale positivo. Ora la Cisl sosterrà con la stessa determinazione i rinnovi dei contratti del pubblico impiego». «Compiacimento per l’alto consenso che il contratto ha registrato nel mondo sindacale»: è quanto ha affermato dal senatore Giuseppe Valditara, responsabile scuola di An. Il ministro della Funzione pubblica, Luigi Mazzella, ha «appreso con soddisfazione l’avvenuta sottoscrizione in se de Aran del contratto per il comparto scuola». Intanto, il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha criticato aspramente il Governo in merito ai temi dell’istruzione e della formazione, denunciando «troppi tagli alla scuola e all’università negli ultimi due anni».


LUIGI ILLIANO

 



 


 

«Non sono stipendi europei ma siamo soddisfatti».
CONFEDERALI E SNALS UN BUON RISULTATO. LA GILDA INVECE NON FIRMA.


NON Sono certo stipendi europei, tutti i sindacati lo riconoscono. Ma comunque dai confederali (per l’occasione sono tornati compatti) e dallo Snals viene definito un buon contratto. Alla firma si è arrivati dopo un braccio di ferro durato mesi e uno sciopero unitario che ha coinvolto tutte le organizzazioni sindacali. Il contratto non è stato firmato dalla Gilda che tre giorni fa ha deciso di ritirare la delegazione. Duro il commento del coordinatore Alessandro Ameli: «Sette mesi di trattativa e alla fine i docenti sono stati mortificati. Ancora una volta è fallito l’obiettivo di ridare dignità prestigio e motivazione agli insegnanti i quali otterranno ben poco». Critici anche i Cobas e gli Unicobas che annunciano battaglia e che ritengono gli aumenti «una mancia».


Diversa la posizione delle organizzazioni che hanno firmato, Cgil, Cisl, Uil e Snals. Guglielmo Epifani.leader della Cgil, si è detto soddisfatto «per i contenuti e per la risposta che viene data ai lavoratori» e spera che ora vengano rinnovati anche gli altri contratti pubblici, in modo particolare quelli della sanità e degli enti locali. Enrico Panini, segretario della Cgil scuola, ha annunciato che verrà avviata una consultazione unitaria per illustrare a tutti il contenuto del nuovo contratto: «Da oggi - ha spiegato - i lavoratori della scuola hanno un uon contratto, al quale si è arrivati dopo mesi di trattative, la mobilitazione e la lotta con lo sciopero».


Daniela Culturani della Cisl ha espresso «piena soddisfazione per la positiva conclusione di una lunghissima e defatigante trattativa. Dopo sedici mesi al personale della scuola è stato riconosciuto il suo diritto al Contratto di lavoro, la tutela del potere d’acquisto dei propri salari, ma soprattutto quegli spazi di democrazia partecipata che deve continua re a connotare la vita della scuola dell’autonomia».


Positivo il commento di Massimo Di Menna della Uil: «E’ un buon contratto - ha spiegato - che rafforza l’autonomia scolastica ed apre prospettive di riconoscimento professionale del personale docente ed Ata. Vengono rafforzate le tutele del personale e la gestione collegiale e partecipata della scuola, anche attraverso un rafforzamento ed una semplificazione delle relazioni sindacali». Diversa la posizione del segretario dello Snals Fedele Ricciato che ha lamentato «la mancanza di un piano pluriennale finanziario previsto dalla riforma dei cicli scolastici indispensabile per la valorizzazione delle professionalità del personale della scuola», ma «pur non essendosi determinate le condizioni per avere un contratto di svolta, lo Snals - ha aggiunto - ha deciso con senso di responsabilità di firmare, anche se con riserve».

 

e.r.