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CONTRATTO SCUOLA


La Direzione Nazionale della Gilda degli Insegnanti riunita oggi a Roma ha esaminato la situazione del contratto scuola, all’indomani della condivisa decisione del Coordinatore Nazionale di ritirare la delegazione dal tavolo della trattativa.


L’organismo della GILDA ha confermato di ritenere inutile la prosecuzione delle trattative per il rinnovo del contratto scaduto da diciassette mesi.


E’ ormai chiaro, che non vi sono le condizioni per compiere nessun serio passo avanti per la valorizzazione dei docenti, né sul piano delle retribuzioni, né su quello normativo.


Sulle retribuzioni era già palese, sin dall’approvazione della finanziaria, la mancanza di qualsiasi seria prospettiva di veder realizzate le promesse del Governo di adeguamento alle retribuzioni europee: quanto stanziato non consentirà infatti neppure di recuperare l’inflazione reale.


In quanto alla valorizzazione professionale, nonostante quanto previsto dall’atto di indirizzo del Governo, è stato negato, nel corso della trattativa, qualsiasi sia pur timido avvio del riconoscimento della specificità del ruolo docente, appiattito dalle attuali norme contrattuali sui livelli impiegatizi.


E’ stata perfino negata la semplice suddivisione delle risorse destinate alla contrattazione integrativa tra il personale docente e quello amministrativo e finanche la semplice operazione tipografica della distinzione delle norme relative ai docenti e al personale amministrativo.


La GILDA, in questa delicata fase di trasformazioni, che toccano la Scuola italiana si rivolgerà direttamente agli insegnanti, dei quali si sente di interpretare lo stato d’animo, perché siano ben chiare le diverse responsabilità.


Il Coordinatore nazionale GILDA
Alessandro Ameli

Roma, 15 maggio 2003.