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COMUNICATO STAMPA
SETTE MESI DI TRATTATIVA PER MORTIFICARE ANCORA I
DOCENTI
Una trattativa trascinatasi tra le pretese dell’Amministrazione di allargare il
potere dei capi di istituto e quelle dei sindacati tradizionali di non
modificare nulla rispetto al passato hanno portato ad un contratto che ancora
una volta fallisce l’obiettivo di ridare dignità, prestigio e motivazione ai
docenti i quali da questo contratto otterranno ben poco.
Sul piano retributivo incrementi medi netti in busta paga inferiori ad 80 euro
(docente di scuola elementare con 20 anni di servizio), lo stipendio europeo
resta una chimera nonostante le alchimie dell’Aran sulla RPD non sembra
recuperata neppure l’inflazione reale.
Sul piano normativo resta, al di là di qualche petizione di principio, tutto
come prima con molte complicazioni introdotte e tali da amplificare
all’infinito il già altissimo livello di conflittualità delle scuole.
In quanto alla valorizzazione professionale, nonostante quanto previsto
dall’atto di indirizzo del Governo, la trattativa non è stata capace di
perseguire, qualsiasi sia pur timido avvio del riconoscimento della specificità
del ruolo docente, appiattito dalle attuali norme contrattuali sui livelli
impiegatizi.
E’ stata perfino negata la semplice suddivisione delle risorse destinate alla
contrattazione integrativa tra il personale docente e quello amministrativo e
finanche la semplice operazione tipografica della distinzione delle norme
relative ai docenti e al personale amministrativo.
Per queste ragioni, già chiarissime alcuni giorni fa, la Gilda ha deciso di
ritirare la propria delegazione e di rimandare ogni ulteriore decisione agli
Organi interni dell’Associazione.
La GILDA, in questa delicata fase di trasformazioni, che toccano la Scuola
italiana si rivolgerà direttamente agli insegnanti, dei quali si sente di
interpretare lo stato d’animo, perché siano ben chiare le diverse
responsabilità.
Il Coordinatore nazionale GILDA
Alessandro Ameli
Roma, 16 maggio 2003.