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Le scuole possono pagare l’autoaggiornamento
Il contributo per l’autoaggiornamento dei docenti, annullato in quasi tutta
Italia a novembre per effetto dei tagli del ministero dell’Economia, potrà
essere pagato già per questo anno scolastico direttamente dalle scuole,
utilizzando i fondi stanziati per la formazione e l’aggiornamento. Lo prevede il
recente
accordo sulla formazione, sottoscritto dal ministero dell’Istruzione e dai
sindacati confederali della scuola e dallo Snals.
Sono confermati i criteri già definiti l’anno scorso per la determinazione del
contributo alle spese sostenute personalmente dagli insegnanti per
partecipazione a corsi, acquisti di libri, abbonamenti a riviste scolastiche,
ecc.
L’accordo sulla formazione dei docenti e del personale Ata per il 2002-2003
prevede lo stanziamento complessivo di oltre 32 milioni e mezzo di euro, di cui
la metà da assegnare direttamente alle istituzioni scolastiche per finanziare
proprie iniziative formative.
Quest’anno la precedenza negli interventi formativi riguarda il personale della
scuola primaria e della scuola dell’infanzia, essendo i settori che daranno per
primi il via alla riforma.
21 marzo 2003
Cosa deve fare il docente
I docenti interessati devono fare richiesta scritta, documentando le spese sostenute, al DS. Qualora ci siano prevedibili resistenze da parte sua, è legittimata ad intervenire l'RSU cui compete, mediante la contrattazione integrativa d'istituto, stabilire le modalità di utilizzo delle risorse del fondo dell'istituzione. Qualora il DS non voglia saperne, dopo la richiesta consiglio l'invito diffida, la messa in mora e la conciliazione con la richiesta degli interessi.
Franco Capacchione