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A Roma manifestano i precari
Centinaia di docenti precari (secondo le prime stime più di 500) hanno occupato
stamattina piazza Montecitorio a Roma, per manifestare contro l’incredibile
vicenda delle graduatorie permanenti, che penalizza fortemente, per l’ennesima
volta, i ‘precari storici’.
Alla manifestazione, organizzata dal MIIP - Movimento Interregionale Insegnanti
Precari, ha aderito ufficialmente anche la Gilda degli Insegnanti con una
nutrita delegazione, che ha colorato la piazza con le sue bandiere gialle.
Clamorosamente assenti, invece, i sindacati confederali e lo SNALS, che
evidentemente pensano di risolvere il problema del precariato con qualche
proclama ad effetto, senza impegnarsi in concrete azioni di lotta contro una
sconcertante politica di continua penalizzazione del precariato scolastico.
Numerosi parlamentari e alti dirigenti del MIUR si sono avvicendati per parlare
con i manifestanti. Si segnalano tra gli altri Titti De Simone, Alba Sasso,
Beniamino Brocca e Rosario Drago. I manifestanti hanno anche avuto un colloquio
informale con alcuni esponenti dell’UDC, ai quali hanno espresso la loro rabbia
e delusione, rivendicando dal mondo della politica risposte certe e chiare, che
risolvano in modo stabile e definitivo l’annosa questione dei punteggi delle
graduatorie permanenti e delle mancate immissioni in ruolo. Nel momento in cui
scriviamo, è ancora in corso un incontro ufficiale tra una delegazione
accreditata dei manifestanti e alcuni esponenti della Commissione Cultura.
Ai manifestanti sono state fornite rassicurazioni circa l’intenzione di mettere
ordine in una materia così delicata, rivedendo il sistema di reclutamento
secondo principi più equilibrati e razionali. Dal canto loro i manifestanti
hanno auspicato che alle dichiarazioni di intenti corrispondano gesti concreti.
Per il momento, l’unica cosa certa è che domani alle ore 14.30 è previsto un
ulteriore incontro con i precari per discutere della situazione.
La Gilda degli Insegnanti sin dal 24 luglio ha chiesto un incontro urgente con
il ministro Moratti per chiedere che si realizzi certezza normativa a garanzia
di tutti. Rinnovando in questa occasione il proprio sostegno agli insegnanti
precari, auspica che cessi una volta per tutte questa politica discriminatoria
alla quale hanno contribuito indirettamente anche i sindacati tradizionali. Che
questa giornata segni l’inizio di una nuova fase che restituisca dignità e
parità di diritti a una categoria di insegnanti senza i quali il sistema
istruzione non potrebbe funzionare.
Redazione - Roma, 30 luglio 2003