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Posto «garantito» per i futuri docenti

Posto "garantito" per gli insegnanti e addio al precariato nella scuola: è questo il progetto del nuovo reclutamento dei docenti delineato dall'articolo 5 del disegno di legge delega sulla riforma della scuola in discussione in questi giorni all'assemblea del Senato. Abolizione, nello stesso tempo, dei concorsi ordinari almeno nella versione in cui li abbiamo conosciuti sinora. Oggi le nomine in ruolo del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado vengono effettuate attingendo il 50% degli aspiranti dalle graduatorie dei concorsi ordinari per titoli ed esami (gli ultimi sono stati banditi nel 1999) e il restante 50% dalle graduatorie provinciali permanenti. Queste ultime, istituite dalla legge 124/99, sono divise per scaglioni (o fasce) in cui gli aspiranti docenti vengono inseriti in base ai titoli acquisiti e ai punteggi.

 

Domani lo scenario del reclutamento cambierà completamente in quanto, come si legge nell'ultima stesura dell'articolo 5 del Ddl, «la formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti e si svolge nelle università presso i corsi di laurea specialistica». Saranno istituiti, cioè, curricoli universitari tanto per gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della primaria, quanto per quelli della scuola secondaria. Anche se la definizione dei percorsi di formazione è rinviata a ulteriori provvedimenti legislativi delegati, il modello prospettato è quello del "3+2" delle lauree specialistiche previste dal nuovo ordinamento universitario. Il numero delle iscrizioni ai nuovi corsi sarà rigidamente programmato «sulla base della previsione dei posti effettivamente disponibili, per ogni ambito regionale, nelle istituzioni scolastiche». Ciò allo scopo di rendere più efficace e funzionale, ma anche più allettante, il rapporto tra la formazione iniziale, il reclutamento e le reali possibilità di accesso alla professione.

 

Ma perché i concorsi a cattedre potrebbero non essere più necessari per le immissioni in ruolo? La risposta si trova sempre nell'articolo 5 del Ddl delega, così com'è uscito dalla Commissione al Senato. Una volta ottenuta la laurea specialistica, i futuri insegnanti «ai fini dell'accesso nei ruoli organici del personale docente delle istituzioni scolastiche, svolgono, previa stipula di appositi contratti di formazione lavoro, specifiche attività di tirocinio». Tutti coloro che, già docenti laureati, vogliono arrivare al ruolo dovranno svolgere, dunque, un periodo di tirocinio con appropriati contratti di formazione lavoro. Le università dovranno definire l'istituzione e il funzionamento di apposite strutture di formazione atte a sostenere i rapporti, mediante convenzioni, con le istituzioni scolastiche. Ciò significa che a coloro che otterranno la laurea specialistica per l'insegnamento saranno assicurate non solo l'abilitazione, ma anche un posto e una retribuzione, prima con un contratto biennale di formazione lavoro e, successivamente, con un contratto ordinario a tempo indeterminato. Inoltre, gli atenei avranno il compito della formazione in servizio dei docenti interessati ad assumere funzioni di supporto, di tutoraggio, di coordinamento delle attività didattiche e gestionali delle istituzioni scolastiche e formative. Addio, dunque, ai concorsi ordinari per titoli ed esami per entrare di ruolo nella scuola.

 

Ma che fine faranno le decine di migliaia di aspiranti in possesso dell'abilitazione oggi inseriti nelle graduatorie permanenti? Ci saranno norme transitorie, come è successo altre volte in passato, per consentire il passaggio graduale da una forma a un'altra di reclutamento? Oppure sarà necessario per tutti frequentare le nuove lauree specialistiche? Il Ddl non tratta l'argomento lasciando probabilmente a successive disposizioni il regolamento delle graduatorie permanenti. Così come non è chiaro come verranno gestite le graduatorie di circolo e di istituto dalle quali si attinge per le supplenze brevi e che oggi sono in parte originate dalle graduatorie permanenti. È facile immaginare che anch'esse verranno profondamente modificate.

 

Daniela Girgenti
 
21 Ottobre 2002