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Scuola, merito e premi nella carriera dei docenti
Una commissione definisce il nuovo profilo
ROMA - La nuova carriera per i docenti comincia a prendere forma, nero su
bianco, in tre parole: organizzazione, didattica, ricerca. Gli insegnanti
potranno guadagnare di più specializzandosi fino a diventare dirigenti
scolastici o intraprendere la carriera universitaria. Il profilo del docente che
verrà è contenuto nel dossier di 46 pagine elaborato dalla commissione composta
da Aran (Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego), ministero
dell'Istruzione e sindacati firmatari del contratto sottoscritto lo scorso
luglio. La progressione professionale degli insegnanti, prevista dal documento
si basa su un'articolazione di carriera strutturata all'interno dell'autonomia
riconosciuta alle scuole. È previsto uno sviluppo di carriera lungo due
fasce: quella dell'anzianità di servizio e quella della professionalità,
premiando, in un primo tempo (e fino a una certa soglia), l'anzianità e,
successivamente, la professionalità. Viene fissato il riconoscimento, da
parte delle Università, dei titoli professionali spendibili ai fini della
carriera. Si ipotizza, inoltre, un ruolo specifico e importante dei crediti
formativi, e tra questi ultimi e le competenze funzionali alla progettazione e
realizzazione del Piano dell'offerta formativa. I crediti formativi saranno
utilizzati per gli avanzamenti di carriera che, attraverso una selezione,
permetteranno di accedere - per l'area organizzativa e didattica - al concorso
per dirigenti. Mentre per l'area della ricerca e la sperimentazione si
accederà al dottorato di ricerca (titolo utile per l'inserimento nella carriera
universitaria, sempre dopo aver sostenuto concorso). Previsto l'esonero dal
servizio o un periodo sabbatico, per la frequenza ai corsi di formazione. Quanto
alla fattibilità e ai tempi di attuazione, il documento è chiaro: «Per elaborare
soluzioni e per istituire, già nel prossimo biennio contrattuale, meccanismi di
carriera per i docenti» è necessaria definire i costi e «il conseguente
ammontare delle risorse». In quattordici capitoli il documento passa in rassegna
l'intero ambito della professione docente, utilizzando studi dell'Ocse. Una
sorta di radiografia che, partendo dalla situazione attuale, sul piano
contrattuale e su quello professionale, disegna l'identikit del nuovo
insegnante. «Un aspetto che distingue negativamente il nostro Paese rispetto al
panorama internazionale - si legge nel testo - è l'appiattimento delle
retribuzioni» e sottolinea che «le ipotesi di carriera dovrebbero ribadire
l'unicità della funzione docente». Ruolo importante viene attribuito al
capo di istituto, inteso come valutatore del lavoro dell'insegnante,
attraverso parametri oggettivi come, ad esempio, l'assiduità e continuità della
presenza e l'attitudine alla collegialità. Il prossimo incontro della
commissione è stato fissato per il 15 gennaio 2004.
LUIGI ILLIANO
19 Dicembre 2003