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Fioroni. «In arrivo il nuovo biennio delle superiori»
Il ministro: avrà diversi indirizzi, sui banchi fino a 16 anni.
Presentato il piano del governo
di ANNA MARIA SERSALE
Scuola, il governo è pronto a cambiare rotta. Il ministero si è ripreso la
dizione che aveva in passato, e il palazzo umbertino di viale Trastevere torna
ad essere il ”Ministero della Pubblica istruzione”. Il cambiamento, annunciato,
è ufficiale. E, punto per punto, è ufficiale la piattaforma su cui si muoverà il
governo per modificare la riforma Moratti. «Non parto dall'idea di
un'abrogazione totale della legge, interverrò con la logica del “cacciavite” -
sostiene il ministro Giuseppe Fioroni - Cambieremo, pezzo per pezzo, tutto ciò
che non va.
D'altra parte non ho la smania di passare alla storia come il padre
dell'ennesima riforma totalizzante, che poi resta sulla carta. Non è quella la
cosa che conta, contano, invece i risultati». Dei grandi annunci e delle riforme
”messianiche” la scuola è stanca. E Fioroni lo ha capito. La scuola non ne può
più di altalenanti ordini calati dall'alto. Tra l'altro il ministro sa di avere
un problema: i tempi parlamentari. Per ripartire daccapo e rifare una legge ex
novo potrebbe trascorrere più di metà legislatura. A quel punto si entra in zona
Cesarini e con i decreti applicativi, che sono un passaggio obbligato, si
rischia di non arrivare alla fine. E' già successo alla Legge Berlinguer
(approvata e non attuata) e alla legge Moratti (solo in piccola parte attuata).
Dunque, Fioroni ha cambiato strategia, una strategia che questo governo adotterà
anche per altre leggi da modificare: pragmatismo e piccoli interventi, che messi
tutti in fila fanno i grandi cambiamenti.
Ma quali sono i punti sul tappeto? Il primo in ordine di importanza è
l'innalzamento dell'obbligo a 16 anni, con il conseguente spostamento dell'età
per l'apprendistato nel lavoro. Il ripristino dell'obbligo (non si parla più di
diritto-dovere) si porta dietro la modifica radicale del primo biennio delle
superiori. «Dovrà essere - afferma Fioroni - una risorsa contro la dispersione,
che ancora oggi si aggira intorno al 25-30%. Il nuovo biennio non sarà unico, ma
unitario». «Sarà un biennio di indirizzo, di orientamento - spiega il
viceministro Mariangela Bastico - Avrà indirizzi e materie diverse, con una base
di istruzione forte, con obiettivi culturali comuni, quindi con una reale
possibilità di utilizzare le passerelle per chi deve spostarsi da un istituto
all'altro».
Perché la riforma del biennio? «Per non fare la selezione a 14 anni, ma a 16 -
spiega ancora la Bastico - Scomparirà il doppio canale, quello che equiparava la
formazione professionale all'istruzione e creava il precoce avviamento al
lavoro». Fioroni aggiunge: «Puntiamo alla scuola dell'equità e dell'eccellenza».
E gli altri punti? «Bisogna rimettere a posto i conti - sostiene Fioroni - visto
il disastroso “buco” di bilancio che abbiamo trovato. Ma visto che abbiamo
toccato il fondo ora possiamo solo aumentare. Basta tagli». Di tutto questo si è
parlato nel convegno organizzato a Roma dai Ds.
Le prime risposte il ministro vuole darle ai precari e ai portatori di handicap.
«Sto studiano con il Tesoro - dice Fioroni - la possibilità di assumere in ruolo
nuovi insegnanti, almeno a copertura di quanti andranno in pensione, circa
30mila. E per l'handicap ho aperto con la collega Turco un tavolo di lavoro, in
modo da prevedere, anche con delle deroghe, il sostegno necessario». Dunque,
impegni per la «lotta al precariato, al disagio sociale, all'handicap». Eppoi,
«piena attuazione dell'autonomia», «valorizzazione dell'istruzione tecnico
professionale» e «un nuovo rapporto con gli insegnanti»
12 maggio 2006