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Ieri il primo faccia a
faccia dei ministri Nicolais e Fioroni con sindacati
P.a., si riparte dai contratti
Sul piatto questioni finanziarie per scuola
e precari
di Alessandra Ricciardi
Doppia partita governo-sindacati sul pubblico impiego. Si è tenuto ieri il primo
faccia a faccia sul rinnovo dei contratti di 3,5 milioni di dipendenti pubblici
e sulla riforma della scuola. È stata la prima occasione ufficiale di incontro
tra i ministri della pubblica amministrazione e innovazione, Luigi Nicolais, e
della pubblica istruzione, Beppe Fioroni, con i rappresentanti sindacali delle
rispettive categorie Incontri in cui le parti hanno preso le reciproche misure,
focalizzati i temi caldi. Ed è subito emersa la necessità di un vertice politico
a palazzo Chigi, tanto dal primo quanto dal secondo fronte. Perché non ci sono
solo questioni di merito da affrontare ma anche, a monte, finanziarie. Tanto per
i contratti quanto perla scuola, ma anche per le assunzioni dei precari e
l’innovazione tecnologica, sono necessari investimenti. Una richiesta, questa,
che ha accomunato i sindacati presenti ai due tavoli al di là delle specificità
dei settori di appartenenza. E per avere una risposta, serve un vertice
politico.
La mina contratti. Ripartire dalla riforma della pubblica amministrazione. E’
questo il primo punto nell’agenda del ministro della funzione pubblica e
innovazione. Un proposito condiviso dai sindacati. Che hanno subito però
rimarcato la necessità di avviare un tavolo di confronto sulle modalità
attuative. Ed è all’insegna del confronto che si è poi chiuso il faccia a faccia
con le diverse sigle (Cgil, Cisl, Uil, Cida, Cisal, Confsal, Confedir): ci
saranno vari tavoli tecnici per entrare nel merito dei vari problemi del
settore. «C’è un problema dirompente ed è quello del rinnovo dei contratti di
3,5 milioni di dipendenti pubblici, per i quali la Finanziaria 2006 ha stanziato
risorse irrisorie», ha detto Antonio Foccillo, segretario confederale della Uil.
«Ora dobbiamo capire cosa ha intenzione di fare il governo per il 2007. E le
intenzioni vanno messe nero su bianco, anche perché ci sono scadenze ineludibili,
quella del Dpef, prima, e della manovra, poi». Secondo alcune stime le risorse
presenti a oggi sul piatto «consentirebbero dì dare aumenti per circa 10 euro al
mese, una beffa», commenta il segretario della Cisl pa, Rino Tarelli. C’è poi il
nodo dei precari: «Va previsto un piano di assunzioni di tutti i lavoratori
precari sui posti di organico», ha chiesto Michele Gentile, segretario della
Cgil funzione pubblica, «e una diversa articolazione del lavoro flessibile». A
tutti Nicolais ha risposto di condividere le proposte e le necessità. Sul da
farsi, però, si vedrà. Con i tavoli tecnici di confronto, in primo luogo.
La riforma da fare a scuola. Modifiche alla composizione delle commissioni per
gli esami di maturità, particolare attenzione alla formazione tecnica,
innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni. Sono questi gli orientamenti del
ministro dell’istruzione, Giuseppe Fioroni, nel primo incontro coni sindacati.
Un incontro che ha segnato una forte discontinuità rispetto alla precedente
gestione. «Servono», ha spiegato al termine della riunione Francesco Scrima,
segretario generale della Cisl scuola, «interventi urgenti sul primo ciclo di
istruzione e in particolare su tutor, 18 ore, ripristino del tempo pieno e
prolungato. Quanto al secondo ciclo», ha aggiunto, «ci sono i tempi per avviare
una riflessione comune ed eliminare le storture e le iniquità contenute nel
decreto varato dalla Moratti». Positivo anche il commento del leader della Flc
Cgil, Enrico Panini. «Abbiamo chiesto di cancellare la legge Moratti». Anche
Panini si è soffermato sull’emergenza precariato sottolineando la necessità di
varare un piano che, a partire dal settembre 2006, a tappe forzate immetta in
ruolo almeno 150 mila docenti e Ata». Secondo Massimo Di Menna, segretario
generale della Uil scuola, «va apprezzato il fatto che il ministro intenda
affrontare le questioni aperte con un confronto continuo con il sindacato. Oltre
alla questione del contratto, «sono urgenti un piano pluriennale per risolvere
il precariato e un provvedimento che dica con certezza come sarà nel 2007- 2008
la scuola secondaria». Soddisfazione hanno espresso Rino Dì Meglio, segretario
della Gilda, e il sindacato autonomo Snals.
14 Giugno 2006