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Disabili senza prof tagliati 150 posti

Protestano Gilda e Cgil

 

 

Primo assaggio dell'incombente anno scolastico con le convocazioni dei docenti precari, «aspiranti a contratto a tempo determinato», che significa aspiranti supplenti ad una cattedra che duri un anno intero. Circa 400 che aspiranti prof di sostegno che ieri si sono trovati nella calda e afosa palestra dell'istituto «Volta». Inutile sottolineare le proteste e il disagio per la situazione. Le convocazioni sul sostegno proseguono anche oggi. Entro il primo settembre le nomine dovrebbero essere completate per tutte le materie nelle scuole medie inferiori e superiori. Quest'anno scolastico si apre all'insegna dei tagli alle cattedre proprio dei docenti di sostegno, coloro che offrono supporto agli alunni portatori di handicap.

 

L'allarme fu lanciato nelle settimane scorse già dalla Gilda, il sindacato degli insegnanti, che rimarcava come ad un aumento degli alunni disabili fosse corrisposta una diminuzione delle cattedre, «pari ad almeno 150 posti», precisa il coordinatore della Gilda Ruggiero Pinto. Un allarme ripreso e rilanciato dalla Federazione dei lavoratori della cultura della Cgil, che cita a mo' d'esempio il caso dell'istituto «Del Giudice» di Rodi frequentato da 21 disabili cui «il Csa ha assegnato soltanto 5 posti, per circa 13 ore». Una necessità di risparmiare sui disabili neppure giustificata, come lo scorso anno, dalle disposizioni ministeriali. «Quest'anno la Direzione scolastica regionale non ha l'attenuante di dover applicare disposizioni impartite dal Ministero tendenti a contenere la spesa poichè una circolare ministeriale di giugno dà l'indicazione di rispondere a tutte le necessità rappresentate dai Piani educativi individualizzati. Non si spiega allora l'intensa attività del direttore regionale Giuseppe Fiori e dei suoi collaboratori, orientata a contenere e a tagliare i posti di sostegno richiesti dalle scuole». Secondo la Flc della Cgil il direttore regionale avrebbe teorizzato nelle circolari che «l'assegnazione di posti di sostegno non può essere l'unica misura per favorire l'integrazione scolastica dei disabili e che l'elevata presenza di docenti di sostegno in una scuola impedirebbe l'integrazione degli alunni». Quindi secondo Fiori per ogni alunni disabile sono sufficienti 4 oppure 5 ore di sostegno settimanali «e solo occasionalmente - conclude una nota della Flc Cgil - , potrà essere autorizzato il rapporto di 1 a 1 oppure di 1 a 2. La normativa vigente prevede invece che la quantificazione non possa essere preventiva ma che vada stabilita in rapporto al Pei, alla tipologia di scuola, alla presenza di attrezzature e di spazi, alla situazione specifica di quelle scuole inserite in quel determinato territorio».

 

«Per tagliare le cattedre di sostegno le stanno provando tutte - incalza Pinto -. I responsabili scolastici regionali hanno provato a dire che una volta compiuti i 21 anni il disabile non ha più diritto al sostegno, oppure provano a privare del sostegno l'alunno nel passaggio dalle medie alle superiori. Comunque i genitori si stanno organizzando in comitati. A Cagnano hanno intenzione di incatenarsi davanti a scuola se i loro figli non avranno il sostegno. Noi della Gilda abbiamo contattato i genitori della Sfida, il sindacato famiglie disabili, e promuoveremo incontri con il nuovo dirigente del Csa (dal 1 agosto Giuseppe Tenore è andato in pensione, Mario Melino ne ha preso il posto), promuoveremo cause pilota a titolo gratuito per i genitori degli disabili per mettere un punto fermo a questi abusi».

 

24 agosto 2006

 

ste. lab