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Decreto su formazione e reclutamento. Senza la nuova
abilitazione non si accede al concorso
La nuova formazione universitaria per tutti coloro che intendono insegnare nelle
scuole italiane partirà dal prossimo anno accademico 2006-2007, secondo quanto
prevede in decreto legislativo 17 ottobre 2005, applicativo dell’art. 5 della
legge delega di riforma e in attesa di pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Al
termine del successivo anno accademico vi saranno quindi i primi docenti che
conseguiranno la laurea magistrale di specializzazione nell’insegnamento nei
diversi ordini di scuola.
Unitamente alla discussione della tesi di laurea essi dovranno sostenere anche
l’esame di Stato (come avviene oggi per i corsisti delle Ssis), conseguendo in
questo modo l’abilitazione. Con questa nuova abilitazione i docenti
conseguiranno l’iscrizione ad un albo regionale e, a cominciare dal 2008-2009,
verranno assegnati per un anno alle scuole per svolgere ad ogni effetto attività
di insegnamento (con retribuzione).
Quella abilitazione e quell’anno di praticantato (anno di applicazione)
costituiranno titoli esclusivi per accedere ai concorsi per titoli ed esami per
l’assunzione nei ruoli docenti.
Per i successivi concorsi le vecchie abilitazioni potranno essere computate solo
come titolo aggiuntivo, ma per l’accesso occorrerà tassativamente la nuova
abilitazione come afferma l’art. 1 del decreto (A partire dall'anno
scolastico successivo a quello di conclusione dei primi corsi........ il
possesso dell'abilitazione..., attestato dall'iscrizione negli albi regionali
... costituisce, unitamente alla valutazione positiva dell'anno di applicazione
svolto..., requisito esclusivo per l'ammissione ai concorsi a posti di
insegnamento nelle scuole statali... da bandire a cadenza almeno triennale
secondo le esigenze della programmazione, nel rispetto dell'autonomia delle
istituzioni scolastiche).
La nuova laurea diventa, dunque, il passaggio obbligato per quella abilitazione.
E, senza quella abilitazione, niente concorsi. Si può sperare che il Miur
disponga, con i decreti di attuazione, vie di facilitazione per non rendere
inutili le vecchie lauree e le vecchie abilitazioni. Oppure, come auspica l’ANP
(www.anp.it) si intervenga, anche per altri aspetti, a modificare il decreto
entro i prossimi 18 mesi.
4 novembre 2005