|
|

Riforma secondaria, decreto in Consiglio dei Ministri.
Rinviato quello sulle assunzioni
di Alessandro Giuliani
Secondo indicazioni giunte da viale Trastevere, dopo mesi di
revisioni e la discussione di ben 10 bozze diverse, il decreto sulla riforma del
II ciclo verrà presentato venerdì al Consiglio dei Ministri e sembra pronto per
essere approvato. Bisognerà aspettare ancora qualche giorno, invece, per la
presentazione del piano triennale di assunzioni di oltre 81.000 docenti precari.
Sembrerebbe confermata l'esclusione degli Ata.
Approderà venerdì 27 maggio in Consiglio dei Ministri per essere approvato il
decreto applicativo della legge n. 53/2003 sulla riforma della scuola secondaria
superiore: secondo indicazioni giunte da viale Trastevere, dopo mesi di
revisioni e la discussione di ben 10 bozze diverse, stavolta il decreto sembra
pronto per giungere in Consiglio dei Ministri ed essere approvato. I tempi, del
resto, sono più che maturi: l'approvazione, seppure in ritardo rispetto a quanto
preventivato, dovrebbe infatti permettere in extremis il confronto del documento
alla conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali e di far esprimere il parere
alle commissioni parlamentari. Il via libera definitivo da parte dello stesso
Consiglio dei ministri dovrà infatti avvenire entro il 17 ottobre ed un
ulteriore slittamento del decreto avrebbe potuto essere fatale per la sua
approvazione finale.
Molte le novità contenute nella riforma. Secondo il decreto la rinnovata scuola
superiore si comporrà infatti del sistema cosiddetto "duale": da una parte
l'istruzione, articolata nei licei, e dall'altra la formazione professionale,
affidata alle Regioni. I licei (artistico, classico, economico, linguistico,
musicale, scientifico tecnologico e delle scienze umane) dureranno cinque anni;
la formazione regionale rilascerà la qualifica professionale, se il corso è di
durata almeno triennale, oppure il diploma, se di durata quadriennale. In
entrambi i casi non sarà consentito l'accesso all'Università, salvo un anno
integrativo di studio e il superamento di un esame di Stato.
Confermata, dallo stesso ministro Letizia Moratti, la volontà di diminuire il
numero di ore curricolari e di materie per corso: "tutti i paesi dell'Ocse - ha
detto la Moratti, a margine di una conferenza stampa svolta al Miur sul
potenziamento delle attività sportive nelle scuole - tendono ormai da diversi
anni a diminuire il numero di discipline: l'educazione fisica rimarrà inalterata
rispetto ad oggi, con due ore a settimana in tutti gli istituti, ma la tendenza
nei paesi più avanzati è quella di rafforzare le capacità degli studenti per
abituarli a imparare ad imparare. E di questo ne dobbiamo prendere atto". Il
Ministro ha anche voluto rispondere a coloro che parlano di riforma a costo
zero: "si tratta di messaggi pilotati da sfatare. Quel che conta - ha detto
ancora la Moratti - è che nell'ultimo quinquennio il bilancio del settore
istruzione in Italia è salito da 35 a 40 miliardi di euro".
Bisognerà aspettare invece ancora qualche giorno per la presentazione
dell'annunciato piano triennale di assunzioni dei docenti precari: "ho firmato
il decreto ieri (23 maggio n.d.r.) ma si tratta di un provvedimento
interministeriale - ha spiegato sempre il ministro Moratti - e per questo
richiede tempi tecnici più lunghi: nei prossimi giorni il decreto sarà al vaglio
del ministero dell'Economia e solo dopo l'approvazione del ministro Siniscalco
potremo portarlo in Consiglio dei Ministri".
Confermata anche la volontà da parte del Miur di procedere all'immissione in
ruolo di soli docenti ed educatori (insegnanti impegnati nella formazione degli
studenti che alloggiano nei convitti nazionali): dal primo settembre saranno
assunte 55.074 unità, nel 2006/07 il numero di insegnanti scenderà a 12.900 per
poi risalire, nel 2007/2008, a 19.744. Dalla tornata di assunzioni, che
complessivamente supererà 81.000 posti, dovrebbe quindi rimanere escluso il
personale Ata: per amministrativi, tecnici ed ausiliari si prospetta una
stagione priva di chance di essere assunti a tempo indeterminato. A meno che i
sindacati, contrari in blocco alla loro esclusione dal pacchetto di assunzioni,
non riescano a far tornare Miur e Governo sui loro passi.
25 maggio 2005