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Indagine sul precariato dei docenti, realizzata dal
sindacato Gilda degli Insegnanti.
Indagine della Gilda sui docenti precari
di Santi Coniglio
Non solo radiografia del sistema italiano, ma anche proposte alla classe
politica per il miglioramento dell’istruzione e della professionalità di
centinaia di migliaia di docenti.
La Gilda degli Insegnanti ha realizzato un “libro bianco”, curato da vari
esperti, coordinati dal professor Antonio Antonazzo, sul precariato dei docenti,
che monitorizza la condizione di centinaia di migliaia di professionisti della
scuola, indicando alla classe politica, di governo e di opposizione, soluzioni
concrete per abbattere il fenomeno del precariato e, al tempo stesso, per
migliorare la qualità del sistema d’istruzione in Italia.
L’esercito degli insegnanti precari
Quanti sono gli insegnanti precari?
In base ai dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Istruzione, aggiornati
all’anno scolastico 2003/2004, sono oltre centoundicimila, di cui 32.936 docenti
con contratto fino al 31 agosto e 78.240 retribuiti fino al 30 giugno. Se si
tiene conto che gli insegnanti a tempo indeterminato sono 706.674, viene fuori
che la percentuale dei precari, rispetto al totale degli insegnanti di ogni
ordine di scuola, è del 13,6%.
Da questi numeri sono esclusi gli insegnanti di religione, 24.524, e quelli
utilizzati per altri compiti, all’estero o in attività di tirocinio, 7.176
unità.
Detto precariato è diffuso in tutto il territorio nazionale, con prevalenza
nelle regioni del nord est, dove la percentuale raggiunge il 18,4%; minima al
sud, dove scende al 10,6%.
A determinare tale differenza contribuiscono i trasferimenti nord-sud: migliaia
di precari si trasferiscono al nord per ottenere più velocemente la nomina a
tempo indeterminato. Appena possono, rientrano nei luoghi d’origine, andando a
rimpiazzare i vuoti in organico lasciati dal personale che va in pensione.
L’evoluzione normativa degli ultimi 15 anni
Dagli anni 90, caratterizzati dall’assenza di concorsi e procedure di
abilitazione all’insegnamento, si è passati, negli anni 2000, ad una tumultuosa
gestione del reclutamento, con bandi di concorsi ordinari, corsi-concorsi
riservati e, dal dicembre 1999, con corsi di specializzazione SSIS.
Dal libro bianco della Gilda:
“…La schizofrenia di queste scelte politiche ha avuto il culmine nella
primavera/estate dello scorso anno (2004, ndr) quando, in poco più di due
mesi, le regole relative al punteggio delle graduatorie permanenti sono cambiate
più volte in corso d’opera”.
In sintesi (gli insegnanti non ce ne vorranno per questa rozza approssimazione),
i precari sono suddivisi in tre fasce, dalla prima (che annovera i vincitori del
concorso ordinario del 1989, vincitori, alcuni, anche del concorso bandito dopo
dieci anni, nel 1999, e in possesso, verosimilmente, anche di diverse
abilitazioni riservate) alla terza, che comprende gli abilitati SSIS (Scuole di
Specializzazione Universitaria) e vincitori di concorsi ordinari e riservati
degli anni 2000.
A queste categorie, a partire dall’anno 2006/07 se ne aggiungerà un’altra: lo
stabilisce la legge delega 53/03 che prevede, dopo la laurea triennale, un
biennio di specializzazione ( a numero chiuso, in base ai posti disponibili),
con procedura concorsuale finale per il conseguimento dell’abilitazione.
Successivamente, i docenti dovranno affrontare un anno di “applicazione” presso
un’istituzione scolastica, con la stipulazione di un contratto di
formazione/lavoro.
Anche questa fase dovrà concludersi con la valutazione da parte della relativa
commissione che opera nella stessa scuola.
Infine, sarà formulata la graduatoria regionale dei docenti specializzati, in
base ai risultati conseguiti, da cui attingere per la stipula dei contratti a
tempo indeterminato. Saranno abrogate, di seguito, le graduatorie regionali per
titoli ed esami, in vigore fino a quel momento.
Un particolare grottesco, fonte di enormi disagi e stress per le centinaia di
migliaia di docenti coinvolti, è la gestione delle graduatorie definite
“permanenti” che, di permanente, hanno i continui stravolgimenti di punteggio
dovuti alle numerose direttive emanate dal Miur, con contenzioso inarrestabile.
Solo per portare qualche esempio, ricordiamo, a partire dal 1999, la
trasformazione della graduatoria del doppio canale, l’introduzione di quattro
fasce, il punteggio attribuito alle specializzazioni SSIS (D.I. 04/06/2001),
l’accorpamento di terza e quarta fascia (DL 255/2001), l’introduzione di
scaglioni, l’inserimento di nuovi vincitori di concorso (DM 11/2002), il
riconoscimento del bonus di 30 punti agli specializzati SSIS, le modifiche del
Miur in base alle sentenze del Tar, le sentenze del Consiglio di Stato, le
conversione in legge con modifiche del D.L. 97/04 del maggio 2004, ecc.
A fronte di questo costoso, impegnativo e lungo percorso professionalizzante,
quali stipendi competeranno agli insegnanti?
Non è possibile fare previsioni, ma la realtà di oggi relega i docenti precari,
di qualunque fascia, nominati da settembre inoltrato al termine delle lezioni,
al di sotto della soglia di povertà: sopravvivono, mediamente, con uno stipendio
di 9 mila euro!
1 settembre 2003