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Contratto autonomo
per gli insegnanti
di ALESSANDRO AMELI
coordinatore Gilda-Unams
Una straordinaria sentenza della Corte costituzionale dà ragione alla storica
richiesta della Gilda degli insegnanti sulla separazione dei contratti di
docenti e non docenti.
La pronuncia dell’Alta corte segna un passaggio storico fondamentale rimarcando
le profonde differenze e le specificità delle componenti della scuola, e lo fa
semplicemente richiamando principi, condizioni e regole già presenti nelle fonti
normative e di stato giuridico esistenti. La sentenza capovolge le impostazioni
sindacali dei contratti della scuola e contrasta con chiarezza le scelte
ideologiche di appiattimento con le quali in questi anni sono stati mortificati
professionalità, ruolo e retribuzioni degli insegnanti italiani.
Le affermazioni della sentenza sono inequivocabili quando recitano che - …..
l’appartenenza di tutte le categorie di personale..., all’amministrazione
scolastica non è sufficiente a superare le profonde differenze esistenti nei
profili professionali del personale docente, da una parte, e di quello
amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché di quello dirigente dall’altro».
E ancora quando scrive “va osservato che le indicate tipologie di personale
versano in una situazione di stato giuridico che non ne consente l’assimilazione
in una unica categoria, con la conseguenza che non è irragionevole la previsione
di una diversa disciplina in materia”. Tutto ciò chiaramente sconfessa il
contratto collettivo nazionale scuola che invece accomuna in un’unica area e in
un unico contratto docenti e non docenti con disconoscimento e abbattimento
delle specificità professionali degli uni e degli altri.
In un clima di politiche scolastiche miopi e minacciose nei confronti del
personale docente, aprire una stagione di confronto sul contratto degli
insegnanti, svincolato dalle logiche impiegatizie, sarebbe oggi un modo
onorevole per governi e sindacati di riscattare se stessi e ridare ai decenti
italiani fiducia, stima e motivazioni.
Non a caso i sistemi scolastici che funzionano sono quelli in cui gli insegnanti
godono ancora di autorità indiscussa, circondati da prestigio e considerazione
sociale. L’unica vera riforma della scuola italiana non sta certo nelle alchimie
ordinamentali o nelle formule magiche della pedagogia, ma nel capovolgimento
delle logiche che regolano la condizione di esercizio della professione docente.
E urgente ripartire da qui.
6 settembre 2005