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Il coordinatore nazionale
del sindacato degli insegnanti a Foggia lancia appello ai partiti
Riforma scuola, le ricette della Gilda
Ameli: «La Moratti ha frantumato
il sistema dell’educazione, penalizzato il Sud»
Un
futuro tutt’altro che roseo quello che si prospetta per la scuola pubblica, se
non interverranno correttivi ad una riforma, quella della Moratti, che sta
trasformando «l’istituzione dello Stato in un servizio a domanda privata».
Parole pesanti, quelle del coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti,
intervenuto a Foggia ad un incontro di formazione delle Rsu organizzato dal
sindacato. Un sindacato che a livello provinciale può contare su circa 1100
tesserati, e che sta per varare un servizio di consulenza on line per i
rappresentanti sindacali di base che, assicura il coordinatore provinciale della
Gilda, Ruggiero Pinto, «partirà a gennaio. Basterà avere una password,
registrarsi e quando si hanno problemi contattarci via telematica per ricevere
una risposta sul proprio computer».
Il mondo degli insegnanti quindi si sforza di adeguarsi alle nuove esigenze, ma
sembra che non basti. Se si vuole vedere un po’ di rosa nel futuro della scuola,
non si può prescindere dal ritiro della riforma Moratti, almeno secondo la
Gilda. «E’ una riforma - sostiene Ameli - grazie alla quale lo Stato rinuncia a
garantire l’istruzione a tutti per lasciare l’iniziativa ai singoli, siano essi
gli enti o le famiglie, che entrano nella didattica non essendo competenti. Il
risultato è un sistema scolastico frantumato a livello nazionale, che perde
identità e velocità. I nostri studenti presto non saranno più in grado di
competere con i colleghi europei». Studenti impreparati e docenti demotivati.
«La figura del docente oramai ha perso ogni prestigio e motivazione, le
professionalità si vanno omologando verso il basso e sarà sempre peggio, quando
verranno attuati i decreti per la formazione del corpo insegnanti che riduce a
tre gli anni per l’apprendimento della disciplina».
Cosa occorre per salvare la scuola italiana? La Gilda ha elaborato un decalogo
di proposte offerte ai politici di entrambi gli schieramenti. Proposte di
carattere prettamente tecnico, come la separazione delle aree di contrattazione
fra personale docente e Ata, al ripristino del principio dell’obbligo
scolastico. E’ necessario, secondo la Gilda, ripensare anche l’autonomia
scolastica con un ripensamento del potere dei dirigenti scolastici. Fondamentale
anche valorizzare i docenti e la loro formazione anche finanziando corsi di
aggiornamento. Gli stipendi del personale dovrebbero essere allineati alle
retribuzioni degli insegnanti europei. E’ necessario poi stabilizzare tutto il
personale precario e aumentare le risorse da destinare alle istituzioni
scolastiche anche per l’ammodernamento delle strutture edilizie e della messa in
sicurezza degli edifici. Ma ogni politica della scuola non può che passare dal
ritiro della riforma Moratti.
3 dicembre 2005
(ste.lab.)