|
|
![]()
SCUOLA/ Dimezzate le ore di
insegnamento, perse numerose cattedre
Studenti disabili senza sostegno. Gilda Insegnanti:
«L’Ufficio scolastico regionale risparmia sui più deboli»
Le ore di sostegno rappresentano un ostacolo all’integrazione dei ragazzi
disabili, per questo vanno ridotte. Ci sarebbe da ridere se l’argomento non
fosse così delicato e se questa non fosse una delle giustificazioni che
l’Ufficio scolastico regionale ha adottato per spiegare la drastica riduzione
delle ore di insegnamento di sostegno ai ragazzi portatori di handicap. Una
riduzione che ha interessato in particolare la Capitanata, sostiene la Gilda
degli Insegnanti, dove alcuni studenti si son visti dimezzare le ore di sostegno
e questo, sostiene il sindacato, al solo scopo di «risparmiare».
«Alcuni studenti portatori di handicap, fisico o psichico, si sono visti ridurre
le ore di sostegno fino al 50% - dichiara il coordinatore provinciale del
sindacato, Ruggiero Pinto - , e questo in barba alle diagnosi funzionali
redatte dall’apposita commissione composta da esperti della Asl, che analizza la
situazione di ogni singolo alunno disabile».
La Gilda degli Insegnanti sta raccogliendo segnalazioni e denunce da parte di
genitori, insegnanti (di sostegno e non) e anche dei dirigenti scolastici più
sensibili al problema. «I tagli – continua Pinto – sono più evidenti nelle
scuole superiori, dove ci sono circa 600 studenti diversamente abili, e dove gli
studenti si sono visti praticamente dimezzare le ore di sostegno. La situazione
è più grave nelle scuole della provincia». Le responsabilità vanno attribuite,
secondo il sindacato, alla spinta al risparmio dell’attuale ministero alla P.I.,
adottata e rilanciata dagli uffici scolastici regionali e quindi dal Csa.
La riduzione delle ore di sostegno, che il sindacato ritiene essere già
inferiori rispetto al fabbisogno effettivo, si scontra con le leggi ricordate
anche nel decreto che stabilisce le norme per la formazione degli organici degli
insegnanti per l’anno scolastico in corso, e che precisa come debba essere
«pienamente assicurata la risposta alla domanda di sostegno all’integrazione
scolastica», aumentando addirittura le ore rispetto alla diagnosi funzionale,
qualora il dirigente scolastico lo ritenga opportuno.
«Abbiamo scritto all’Usr e al Csa – conclude Pinto – per chiedere i motivi della
mancata attivazione dei posti in deroga e invitato l’amministrazione ad
assicurare il diritto all’istruzione dei ragazzi disabili. Sul sito (www.gildafoggia.org,
n.d.w.) o presso i nostri uffici abbiamo delle lettere di protesta da
spedire a Usr e Csa, ed inoltre mettiamo il nostro ufficio legale a disposizione
di quanti ritengano leso il diritto allo studio dei propri figli disabili».
ste. lab.
23 settembre 2005