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Orari, materie, autonomia della scuola: agli esperti
del partito del premier non piace il progetto sulle secondarie
Forza Italia contro la riforma Moratti: «Sembra Berlinguer»
ROMA - «La riforma Moratti assomiglia sempre più alla riforma Berlinguer».
Questa volta al coro di protesta del centrosinistra, contrario al nuovo progetto
di scuola superiore, si unisce Forza Italia. Una bocciatura senza mezzi termini
della proposta riguardante i licei e l’istruzione professionale, partorita dagli
esperti del ministero, è venuta dal Dipartimento scuola e università del
partito, riunitosi ieri al gran completo per dire la sua sulla bozza che dovrà
essere portata al Consiglio dei ministri. Per i consiglieri provinciali alla
scuola azzurri, per gli assessori regionali, per i parlamentari e via salendo
fino ai presidenti delle commissioni Cultura di Camera e Senato, il testo su cui
si sta discutendo «presenta significative discordanze con la legge di riforma,
al punto da vanificarne i propositi di cambiamento e innovazione». Forza Italia
chiede dunque dei cambiamenti altrimenti, è il messaggio implicito, la riforma
non andrà avanti. «Quella bozza - dice il senatore Franco Asciutti, presidente
della commissione Cultura di Palazzo Madama - mi sembra scritta da qualcuno che
non ha letto la legge 53 (la legge delega ndr ) oppure, se l’ha letta, la
detesta». «Appena la proposta ha cominciato a circolare - continua Asciutti -
l’abbiamo confrontata col programma elettorale del 2001 ma non abbiamo trovato
alcun riscontro. La bozza del decreto licealizza i tecnici, quindi tutte le
superiori, e avvilisce quel poco che resta di istruzione e formazione
professionale: è esattamente ciò che prevedeva la riforma Berlinguer. Per Forza
Italia invece all’istruzione e alla formazione professionale, che in Europa
raccoglie il 50 per cento delle iscrizioni, vanno riconosciuti pari dignità e
risorse». In concreto l’offerta dell’istruzione tecnica deve stare insieme alla
formazione professionale nella seconda «gamba», quella gestita dalle Regioni.
«Un orario rigido, con troppe materie obbligatorie». Contro la bozza
confezionata dagli esperti della Moratti si scaglia anche Mario Mauro,
responsabile scuola e università di Forza Italia. Per Mauro, l’altro grave
difetto consiste nella ridotta autonomia concessa alle scuole in materia di
gestione dell’ orario. Oggi si aggira su un 15 per cento: 4 ore e mezzo, da
riempire con le discipline decise nell’istituto. Nell’ipotesi di riforma quelle
ore scenderebbero a 3. Per i prof di FI invece devono aumentare, se possibile
fino a 5, consentendo alle scuole e ai ragazzi un più ampio ventaglio di scelte.
Latino, filosofia, diritto, fisica e chimica, cinque materie forti, devono
trovare posto nelle attività opzionali dei licei, anche se sono già presenti.
Infine da FI un tentativo di salvataggio per l’educazione fisica: se la si
riduce ad un’ora tanto vale abolirla.
Giulio Benedetti
9
febbraio 2005