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ESCLUSIVO/ Pronto il
decreto legge che riguarda scuola e università. Sono dentro anche 5 mila Ata
Assunzioni sì, ma per un solo anno
L'autorizzazione del
governo riguarderà i fabbisogni 2005/06
Le assunzioni nella scuola si faranno, ma per coprire i fabbisogni di un solo
anno. Il programma triennale di immissioni in ruolo è rinviato, per il momento
il governo autorizzerà contratti a tempo indeterminato per garantire
esclusivamente l'avvio del prossimo anno scolastico. È questo il compromesso
che, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, hanno raggiunto i ministeri
dell'economia e dell'istruzione, a lungo impegnati in un braccio di ferro
all'ultimo posto. Un braccio di ferro che prosegue ancora in queste ore, anche
se il provvedimento, che sarà un decreto legge, è già stato stilato. I due dati
che sono ancora suscettibili di modifica riguardano appunto i numeri
dell'operazione: circa 50 mila insegnanti e 5 mila Ata per il 2005/06 è la
richiesta avanzata dall'istruzione. Il clima, sia politico sia sindacale, che si
è creato intorno all'operazione va nel senso comunque di una regolarizzazione
dei precari storici. È di giovedì scorso l'intervista del ministro della
funzione pubblica, Mario Baccini, che anticipava a ItaliaOggi i contenuti di un
piano per assumere a tempo indeterminato tutti i precari, dalla scuola alle
amministrazioni statali alle regioni, che coprono stabilmente i posti
dell'organico di diritto. Le cifre raccolte dal dicastero di palazzo Vidoni
parlano di 150 mila precari storici nella scuola, di circa 6 mila in ministeri,
enti previdenziali, istituti di ricerca, di 15 mila tra regioni, enti locali e
sanità.
Al momento lo schema di decreto legge riguarda solo scuola e università. Per gli
altri comparti si prevede un provvedimento a parte.
Il contesto
Il dicastero dell'istruzione, che ha preparato lo schema, spiega nelle sue
premesse il perché di un provvedimento d'urgenza a fronte di una legge, la
143/2004, che già impegna il governo a fare un piano pluriennale di assunzioni
sui posti vuoti in organico, che poteva essere attuato con un semplice decreto
interministeriale. Due le motivazioni: prevedere finanziamenti ad hoc per
l'università Carlo Bo di Urbino, fare le assunzioni in tempo utile per il
prossimo anno scolastico. Il Dpcm, previsto dalla legge n. 143, infatti,
richiederebbe l'acquisizione dei pareri delle commissioni parlamentari
competenti. In questo modo non ci sarebbero i tempi tecnici perché il
provvedimento produca i suoi effetti per il prossimo anno scolastico. Il decreto
legge è invece efficace subito, subito possono partire le operazioni scorrimento
delle due graduatorie, subito si possono fare i contratti. Il problema della
conversione del provvedimento si ha solo in un secondo momento. E comunque
coinvolge tutto il parlamento, che dovrà assumersi la responsabilità politica di
una mancata conversione.
C'è poi una motivazione politica: procedere subito su piccoli numeri, ma avviare
a soluzione il problema, investendo tutto il governo, e non un solo ministero
proponente, della paternità, e responsabilità, di quanto fatto.
Che cosa prevede il dl per l'università...
Per consentire all'università Carlo Bo di Urbino di non dichiarare fallimento,
si stanzia un contributo di 15 milioni per il 2005 e altri 15 per il 2006. Il
consiglio di amministrazione dell'università sarà integrato da due esperti
nominati dal ministero per risanare i bilanci entro 180 giorni. Prorogato
inoltre al 30 ottobre 2005 il Consiglio universitario nazionale (Cun).
...e per la scuola
In attesa della definizione del piano pluriennale di assunzioni a tempo
indeterminato per il triennio 2005/06, 2006/07, 2007/08, il dicastero guidato
dalla Moratti è autorizzato ´al fine di assicurare il regolare inizio dell'anno
scolastico 2005/06' ad assumere sia sulle cattedre sia sui posti Ata. Per gli
Ata, nella relazione tecnica, il ministero evidenzia che c'è una carenza in
organico di 68 mila unità, pensionamenti per 6.500 e che per consentire la
copertura dei servizi minimi delle scuole a partire dal prossimo settembre
servirebbero almeno 5 mila nuovi assunti.
E il piano pluriennale? Il decreto precisa che non è affatto accantonato: sarà
definito e, una volta approvato secondo le modalità previste dalla legge, sarà
anch'esso attuato. Lo scontro istruzione-economia sul contingente complessivo di
dipendenti scolastici da assumere è insomma solo rinviato.
Alessandra Ricciardi
21 giugno2005