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Sindacati della scuola criticano il Miur: troppo pochi
i 35.000 insegnanti immessi in ruolo
«Le assunzioni sono una beffa»
Malumori nel mondo della scuola ha provocato l’immissione in ruolo dei 35.000
insegnanti e 5.000 di personale ATA, deliberata dal Consiglio dei Ministri il 25
giugno scorso. Le critiche sono scattate dal sindacato che, in linea generale,
considera le assunzioni «un atto dovuto ma inadeguato». Critiche anche al
ministro dell’Istruzione Letizia Moratti che aveva rilevato rilevato come il
ministero aveva «dato prova di grande efficienza, concludendo alla data
stabilita del 31 luglio le immissioni in ruolo in tutte le regioni».
Sottolineando pure che le 40.000 assunzioni a tempo indeterminato si aggiungono
alle 90.000 effettuate dall’agosto 2001, poco dopo l'insediamento del Governo.
Il ministro Moratti aveva trionfalmente concluso che «in quattro anni, con
l'assunzione di ben 130.000 precari, è stato ridotto del 50% il precariato
storico nella scuola ereditato dai precedenti governi».
«I conti non tornano - ribatte Alessandro Ameli, coordinatore nazionale della
Gilda - non sono 130.000 i neoassunti ma molti di meno. Nemmeno il turn over è
stato coperto. Le necessità reali della scuola italiana sono diverse ed era
necessaria una scelta politica definitiva e più importante di quella
effettuata». E la situazione diverrà più grave l’anno prossimo e negli anni
successivi per effetto dei pensionamenti. Si calcola che saranno 200.000 i
docenti sulla strada della pensione. La Gilda degli Insegnanti (ma anche il
sindacato Snals) aveva approvato un progetto complessivo che avrebbe
consentito la immissione in ruolo di 200.000 docenti precari, a costo zero.
«Ben più alti erano gli obiettivi - ha detto Gino Galati, segretario generale
dello SNALS-Confsal - Questo risultato che è anche frutto della nostra azione,
non può lasciarci inattivi e continueremo il nostro impegno, anche in sede di
conversione in legge, invitando tutte le forze parlamentari ad assumersi precise
responsabilità perché la qualità della scuola può essere garantita solo dalla
stabilità del personale». Lo SNALS-Confsal produrrà, dunque, diversi emendamenti
perché «pur prendendo atto che il Ministro Moratti si è adoperata per un numero
molto maggiore di immissioni in ruolo di quello approvato dal Consiglio dei
Ministri, non possiamo lasciare in uno stato di precarietà il personale Docente
ed ATA che, come ogni anno, verrà tra qualche giorno licenziato. È un impegno
che intendiamo mantenere fino in fondo». Anche la Gilda annuncia battaglia
per l’immissione in ruolo su tutti i posti realmente disponibili «Sullo
sfondo resta, per 800.000 docenti, un contratto scaduto da 18 mesi, per il quale
il governo non ha ancora emanato uno specifico atto di indirizzo, tanto più
grave a quasi un mese dall’accordo raggiunto a Palazzo Chigi. Sfuma così anche
la possibilità che i 100 euro di aumento annunciati, arrivino agli insegnanti in
tempi brevi». E minaccia battaglia anche la Cgil Scuola: «Oltre 100.000 posti
vacanti fra i docenti della scuola statale e solo 35.000 (pari al 35%) i
nominati in ruolo - ha tuonato Enrico Panini della Cgil Scuola - ridicola pure
la procedura per gli ATA: circa 80.000 posti vacanti e 5000 le nomine in ruolo
(pari al 6,25%). È uno scandalo che la legge 143-’04, che impegnava il Governo
fin dal giugno 2004, a predisporre un piano triennale di nomine in ruolo per
coprire tutti i posti vacanti nella scuola, sia stata bellamente ignorata».
Rimandata a settembre anche la spinosa questione della definizione del sistema
educativo di istruzione e formazione professionale della scuola secondaria.
NATALIA POGGI
7 agosto 2005