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Trasferimenti a rischio, domani altre rettifiche
di Adalberto Reggiani
Domani, 2 luglio, il Ministero dell'istruzione invierà ai Centri servizi
amministrativi una serie di provvedimenti di rettifica dei movimenti delle
scuole primarie (materne ed elementari). Dopo il completo rifacimento dei
trasferimenti delle scuole superiori, ora tocca ai movimenti delle elementari e
delle materne. Che, però, avrebbero subito meno errori rispetto agli altri
ordini di scuola. E' quanto è emerso nel corso di un incontro che si è tenuto
ieri, 30 giugno, presso il Ministero dell'istruzione, tra rappresentanti
dell'amministrazione e dei sindacati.
Sotto accusa, ancora una volta, è il Sistema informativo del Miur, che avrebbe
prodotto una serie di errori nel disporre i movimenti. In prima battuta, il
Sistema non avrebbe tenuto conto che i trasferimenti dovevano essere disposti
tenendo presente del 50% delle disponibilità, in luogo del 60% (come avveniva,
invece, negli anni precedenti). E poi sarebbe incorso anche in una lunga serie
di errori, per effetto dell'attribuzioni di precedenze a docenti non
appartenenti a classi di concorso in esubero.
Di qui l'azzeramento dei movimenti e il loro completo rifacimento alle
superiori. Negli altri ordini di scuola, invece, stando a quanto si è saputo,
gli errori sarebbero di minore entità. E ciò avrebbe indotto l'amministrazione a
non rifare totalmente le operazioni, optando per una serie di decreti di
rettifica.
Resta il fatto, però, che a fronte di tutti questi errori, quest'anno il
contenzioso potrebbe riservare molte sorprese. Tanto più che, di recente, il
tribunale di Nuoro ha emesso una sentenza in cui ha fatto cadere il divieto di
disporre movimenti a distanza di 20 giorni dall'inizio dell'anno scolastico. Se
tale orientamento fosse fatto proprio dalla giurisprudenza, si potrebbe
verificare una sorta di reazione a catena, con continui aggiustamenti delle
cattedre dall'inizio alla fine dell'anno scolastico. Per non parlare delle
eventuali azioni risarcitorie, che potrebbe ingenerare l'insorgenza di danni
all'erario di notevoli proporzioni.
1 luglio 2004