|
|

Istituti tecnici e professionali. Novità in arrivo
Sembra vicina alla conclusione la lunga fase preparatoria dello schema di
decreto attuativo del secondo ciclo. E nelle prossime settimane la fitta nebbia
che grava sul destino degli istituti tecnici e professionali potrebbe cominciare
a diradarsi. Non è ancora chiaro se sarà totalmente o parzialmente accolta la
proposta avanzata negli ultimi mesi da AN, e con qualche variante anche dalla
Confindustria, di canalizzare il grosso degli istituti tecnici verso gli almeno
11 indirizzi nei quali si articolerebbero il liceo tecnologico (8 indirizzi) e
il liceo economico (3 indirizzi).
Però si fanno consistenti gli elementi che inducono a ritenere che questa sarà
la strada lungo la quale si avvierà il Miur. Le scarne indicazioni che filtrano
dal Ministero portano infatti in questa direzione. Sarebbero in sostanza
confermati i risultati dell’incontro svoltosi nello scorso mese di giugno tra i
sottosegretari Aprea a Siliquini e i rappresentanti del mondo delle professioni
(ordini e collegi professionali), che sottolineavano "la necessità di
valorizzare l’istruzione tecnica nel nuovo sistema dei licei e la formazione
professionale nel nuovo sistema dell’istruzione e formazione professionale".
Da notare che il comunicato parlava di "formazione professionale", non di
"istruzione professionale". Questo lascia pensare che tra gli indirizzi dei
costituendi licei tecnologico ed economico potrebbero trovare spazio il grosso
degli istituti tecnici nonché degli attuali istituti professionali di Stato, che
con il "Progetto ‘92", e ancor più con il "Progetto 2002", hanno accentuato gli
elementi di analogia con i corrispondenti istituti tecnici.
Il ministro Moratti non si è ancora espressa nel merito, ma l’analisi del
contenuto del comunicato rafforza il convincimento che si vada verso un modello
di secondo ciclo nel quale i due sistemi – "istruzione" e "istruzione e
formazione professionale" – si porrebbero in qualche modo in continuità con le
esperienze passate: quelle scolastiche a sviluppo quinquennale da una parte, e
quelle della formazione professionale regionale dall’altra, con i correttivi
portati dalla sperimentazione in corso sui corsi triennali di qualifica"
30 agosto 2004