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Gli studenti danno le pagelle e promuovono i docenti
I dati dell'Osservatorio qualità sulla scuola superiore
Insegnanti delle superiori promossi per metodo di insegnamento e strumenti di
verifica, soprattutto prove scritte e interrogazioni, con qualche lacuna sui
criteri di valutazione e sul coinvolgimento informativo rispetto allo
svolgimento del programma. Ma anche giudizi positivi sulle attività di raccordo
scuola-lavoro, buona considerazione dell’efficacia delle azioni di recupero e
sostegno (soprattutto quelle pomeridiane "tradizionali"), valutazioni
contrastanti sull’attività di orientamento (promossi, per esempio stage,
laboratori e visite; bocciati invece i test orientativi in quarta), mentre le
strutture didattiche ottengono un buon risultato (ottimo, per esempio, il
giudizio dei laboratori negli istituti tecnici) e risulta scarsa, invece, la
conoscenza da parte degli studenti delle innovazioni applicate nel campo della
flessibilità di orario delle lezioni.
Sono alcuni dei risultati dell’Osservatorio della qualità dei servizi scolastici
promosso dalla Provincia di Modena, uno strumento che misura la percezione e la
valutazione da parte degli studenti dei servizi offerti dagli istituti delle
superiori e, nell’ultimo monitoraggio riferito allo scorso anno scolastico (ha
risposto il 60 per cento dei ragazzi), anche di aspetti strettamente didattici.
Insomma, quasi una pagella per scuole e insegnanti compilata dai loro studenti.
"L’attività dell’Osservatorio, iniziata nel 1998, rappresenta un contributo
importante a migliorare la qualità della scuola – commenta l’assessore
provinciale all’Istruzione Claudio Bergianti – che in questi anni ci ha permesso
di fare molti passi in avanti nei settori dove è stato possibile sostenere gli
istituti, nell’ambito della loro autonomia. Ma il governo negli ultimi anni ha
ridotto le risorse impoverendo le scuole e inducendo incertezza per ragazzi,
famiglie e insegnanti".
Sui metodi di insegnamento il giudizio è più che sufficiente per quasi la metà
degli studenti, buono o ottimo per oltre un terzo. Tra gli strumenti di verifica
i più efficaci risultano le tradizionali prove scritte le interrogazioni, oltre
la metà apprezza anche le esercitazioni pratiche, mentre il giudizio è più
negativo sulle ricerche di gruppo. Solo la metà degli studenti dichiara di
ricevere informazioni sulle caratteristiche delle verifiche e sono ancora meno
quelli che le ricevono sui criteri di valutazione.
Le attività di integrazione con il mondo del lavoro e con il territorio sono
particolarmente apprezzate, soprattutto nei tecnici e nei professionali e per la
possibilità di maturare "un primo approccio con il mondo della produzione".
Circa la metà, comunque, valuta positivamente anche la possibilità di
confrontarsi con ambienti diversi dalla scuola, mentre solo uno su cinque pensa
che queste esperienze possano essere utili per approfondire o completare i
saperi disciplinari.
Le attività di recupero e sostegno preferite sono quelle tradizionali che si
svolgono al pomeriggio (con insegnanti curriculari e per gruppi), ma sono
apprezzate anche quelle del cosiddetto "sportello didattico". Solo quattro su
dieci, invece, apprezzano la "pausa didattica" e tre su dieci il recupero in
itinere o le lezioni integrative.
I giudizi sulle azioni di orientamento sono negativi per uno studente su tre: si
tratta, per esempio, degli incontri informativi per il transito dal biennio al
triennio, per l’accesso nei professionali, per il passaggio alla formazione
professionale. Vanno meglio stage e laboratori (giudizio positivo per oltre la
metà degli studenti), così così l’utilizzo delle nuove tecnologie (consensi da
quattro ragazzi su dieci, critiche per il 35 per cento), scarsa considerazione
degli sportelli informativi e bocciatura secca per i test orientativi in quarta
che ottengono consenso solo da un ragazzo su quattro e sono giudicati
negativamente da oltre la metà del campione (52,6 per cento).
Il gradimento delle strutture didattiche è molto alto con apprezzamenti per i
laboratori che giungono da quasi nove ragazzi su dieci nei tecnici e da otto su
dieci nei professionali.
12 maggio 2004