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Scuola, lite nel governo sui tagli
Il ministro Moratti: non ne so niente. I sindacati: scelta scellerata
Domani a Roma la protesta dei sindacati contro la manovra e per il
contratto. La Cgil: così si arriverà a 100 mila esuberi tra il personale in tre
anni. La Uil: "I soldi risparmiati finiranno agli industriali e non
all´educazione". Il Gilda: "È un attacco senza precedenti all´istruzione
pubblica"
RICCARDO DE GENNARO
ROMA - Il ministro Letizia Moratti non ne sa nulla. L´ipotesi di un
taglio del due per cento agli organici scolastici nel biennio 2005-2006,
contenuta nell´emendamento fiscale del governo alla Finanziaria, non è mai stato
sottoposto alla sua attenzione. Lo si apprende negli ambienti del ministero
dell´Istruzione, dove si fa notare che un provvedimento di questo tipo sarebbe
in contrasto con l´innalzamento dell´età dell´obbligo scolastico e con l´aumento
del numero degli studenti. In questi giorni la Moratti è a Tokyo per una visita
di governo sulla cooperazione tecnologica italo-nipponica, ma è presumibile che
al suo rientro farà sentire la sua voce in un momento, tra l´altro, in cui i
rapporti all´interno del governo non sono tra i più tranquilli.
Nel frattempo la scuola torna a scioperare non solo per il ritiro della sua
riforma, ma anche per il rinnovo del contratto scaduto da un anno, per dire «no»
alla Finanziaria e «no» alla devolution «che crea venti minisistemi scolastici
regionali», per respingere - ora - anche questa brutta tegola di un nuovo taglio
del personale programmato dal governo come copertura finanziaria della riforma
fiscale. Insomma, la giornata di sciopero nazionale di tutti i settori della
scuola (oltre un milione di persone) e la manifestazione nazionale in programma
domani a Roma non mancano di argomentazioni e sono il punto più alto di una
protesta che ha comportato finora 4mila ore di assemblee, otto giornate di
sciopero a livello regionale, lo sciopero bianco del 29 ottobre.
I sindacati, che saranno tutti presenti alla manifestazione ad eccezione dello
Snals, definiscono «intollerabile», «scellerata», «irresponsabile», la proposta
di un taglio degli organici per fare fronte alla riduzione dell´Irap. Il leader
della Cgil Scuola, Enrico Panini, fa notare che «il taglio sarà superiore ai 14
mila insegnanti finora indicati, perché quel calcolo è fatto sull´organico 2003
e non tiene conto dell´incremento delle iscrizioni in corso, che dovrebbe
comportare automaticamente un aumento degli organici». Panini parla di «una vera
stangata» e stima che con questo nuovo colpo di scure «la Moratti porterebbe a
casa, in nome della finanza creativa e della privatizzazione della scuola, una
riduzione complessiva del personale scolastico pari a 100mila dipendenti in tre
anni e un taglio degli investimenti per 2mila miliardi di vecchie lire».
Anche il segretario della Uil Scuola, Massimo Di Menna, esprime fortissima
preoccupazione per i tagli ipotizzati, che - stima - pari a 20mila posti in
meno. «Un provvedimento di questo genere - dice - creerebbe gravissimi problemi
di funzionamento del sistema scolastico». Non solo: «I soldi risparmiati non
sarebbero riutilizzati come investimenti nella scuola, ma andrebbero a finire
nelle tasche degli industriali. Come dire che gli stipendi degli insegnanti
devono finanziare le imprese». Analogo l´allarme del sindacato autonomo degli
insegnanti Gilda, che per domani ha organizzato manifestazioni anche a Milano,
Palermo, Reggio Emilia, Perugia, Cagliari: «Siamo di fronte a un attacco senza
precedenti alla scuola pubblica. Il blocco delle assunzioni completa un sistema
di misure che avranno esiti pesantissimi sulla qualità del sistema di istruzione
nazionale». Secondo Alba Sasso, responsabile Ds per la scuola, l´annuncio
dei tagli contribuisce a fare emergere «la verità sulle reali intenzioni di
questo governo rispetto alla scuola e all´istruzione, dopo le tante
dichiarazioni del ministro Moratti e del sottosegretario Aprea che promettevano
investimenti e assunzioni». I sindacati si aspettano, per domani, una grande
manifestazione.
14 novembre 2004