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FINANZIARIA/Le direzioni centrali e regionali dovranno
contenere le spese per 15 mln di euro
Istruzione, bilancio tagliato del 4%
Una stretta sull'autonomia scolastica e sugli uffici
Il bilancio del ministero dell'istruzione dovrà rinunciare al 4% di entrate
rispetto al 2004. La previsione per il 2005, infatti, conteggia per le spese di
funzionamento della macchina amministrativa circa 15 milioni di euro in meno sui
392 milioni assegnati lo scorso anno. È la ricetta del ministro dell'economia,
Domenico Siniscalco, inserita nella manovra finanziaria in discussione alla
camera, per tentare di controllare le uscite di viale Trastevere per i consumi
intermedi. Non sono in discussione infatti i salari, ma tutti i costi di
mantenimento degli uffici: dal pagamento degli affitti alle missioni,
dall'aggiornamento professionale dei dipendenti ai fondi su cui le scuole
possono fare affidamento per l'integrazione dell'offerta formativa. La
decurtazione, per ciascun unità previsionale di base, è stata indicata dalla
ragioneria generale dello stato. L'intervento si è reso necessario, spiega la
ragioneria generale dello stato nella relazione inviata alla commissione
bilancio della camera, per contenere nel limite del 2% ´l'incremento delle
dotazioni iniziali di competenza e di cassa del bilancio dello stato, aventi
impatto diretto sul conto economico delle pubbliche amministrazioni'. Per gli
stipendi, invece, si conferma un aumento per il biennio 2004/05 del 3,6%, già
previsto dalla passata Finanziaria, a cui si aggiunge uno 0,1% che dovrebbe
compensare la maggiore inflazione registrata per il passato biennio rispetto a
quella programmata e recuperata in busta paga. Un incremento però giudicato del
tutto inadeguato dai sindacati i quali si battano per un aumento dell'8%, a
sostegno del quale da ieri è iniziata la mobilitazione generale di tutto il
pubblico impiego indetta da Cgil, Cisl e Uil. La scuola sciopererà per l'intera
giornata il prossimo 15 novembre.
Il destino del contratto. Il risparmio sulle spese di gestione sarà
probabilmente impegnato anche per incrementare l'aumento biennale, ma è su altre
misure che Siniscalco punta per rispondere alle richieste dei sindacati. Il
dicastero della funzione pubblica ha da tempo messo a punto una piattaforma di
possibili risparmi che Sinsicalco potrà utilizzare al tavolo con i sindacati per
rimpinguare il fondo contrattuale (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi del
28 settembre): blocco delle assunzioni, congelamento degli scatti di anzianità,
stretta sulle collaborazioni. A seconda dell'estensione degli interventi,
l'economia potrebbe risparmiare tra i 1.000 e i 1.400 milioni di euro. La
sospensione per un anno degli scatti di anzianità riguarda in larga misura il
settore della scuola: sono 900 mila i dipendenti interessati. In questo caso,
Siniscalco porterebbe a casa circa 200 milioni di euro. Ma i sindacati hanno già
detto di non essere disposti a barattare gli aumenti contrattuali, dovuti, con
la sospensione degli scatti di anzianità, che rappresentano nella scuola l'unico
meccanismo di progressione di carriera.
La ragione dei risparmi. Il ragioniere generale, Vittorio Grilli, ha
trasmesso la scorsa settimana al presidente della commissione bilancio,
Giancarlo Giorgetti, per ogni ministero, centro di responsabilità e unità
previsionale di base, ´le riduzioni di competenza da effettuare mediante taglio
lineare delle dotazioni non aventi natura obbligatoria'. Grilli precisa che sono
in corso consultazioni con le amministrazioni interessate che potranno proporre
diverse modulazione dei tagli. ´Tali eventuali variazioni, a carattere
compensativo, saranno quanto prima, e comunque comunicate'.
Dove tagliare l'istruzione. Il primo taglio riguarda il centro di
responsabilità 1, ossia il gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione del
ministro, le cui spese di funzionamento, dall'acquisto di materiale alle
missioni, dovranno essere contenute di circa 118 mila euro rispetto a quest'anno,
quando erano stati assegnati 3,145 milioni di euro. Il secondo centro di
responsabilità corrisponde al dipartimento della programmazione ministeriale,
gestione ministeriale del bilancio, delle risorse umane e dell'informazione: su
21,9 mln si dovrà rinunciare a oltre 4,57 milioni. Una quota di 1,9 sarà tolta
dal funzionamento degli uffici centrali: penalizzata l'informatica di servizio,
gli interventi di formazione, i compensi per le commissioni, i buoni pasto. Per
1,3 mln si risparmierà sui fondi per l'operatività scolastica, 36,3 mln, che
comprendono anche le risorse per l'integrazione degli investimenti per il
miglioramento dell'offerta formativa, insomma, il sostegno per l'autonomia
scolastica. Il fondo di riserva, ossia la cassa interna del ministero da
utilizzare per le spese urgenti e prive di copertura, contava quest'anno su
34,570 mln di euro, per il prossimo ne avrà 33,2. Al dipartimento
dell'istruzione, il terzo centro di responsabilità, fanno capo stanziamenti per
poco meno di 59 mln, contro i 61,271 mln del 2004. A poco meno del 4% ammonta
invece il taglio inferto all'università: 318 mila euro in meno sugli 8,481 mln
di euro di quest'anno. La stretta interessa anche le direzioni scolastiche
regionali, che dovranno risparmiare sia sulle spese di funzionamento interno che
sui fondi da destinare alle scuole per le supplenze brevi e il miglioramento
dell'offerta formativa, oltre che per l'acquisto di beni e servizi.
Alessandra Ricciardi
19 ottobre 2004