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Edilizia scolastica: i dati dell'Anci
Tra il 50 ed il 70% degli edifici scolastici non ha ancora ottenuto il
certificato di prevenzione incendi. A rivelarlo è l'Anci, l'Associazione
nazionale costruttori italiani nel corso del convegno di Torino "Edilizia
scolastica: da competenza locale ad emergenza nazionale”. Eppure mancano
soltamto 342 giorni alla scadenza fissata dall'art. 15 della legge 265/99 che
pone il termine del 31 dicembre 2004 per l'adeguamento degli edifici scolastici
alla 2 ottobre 1997, n. 340 - "Norme in materia di organizzazione scolastica e
di edilizia scolastica".
Le motivazioni addotte durante il convegno per la mancata certificazione sono le
più diverse:
- l'insufficienza delle risorse destinate alla edilizia scolastica, il
finanziamento statale rappresenta un decimo del fabbisogno effettivamente
necessario ad eseguire gli interventi sugli edifici scolastici. Sino ad oggi,
Comuni e Province hanno dato fondo ai propri bilanci, ma le risorse delle
amministrazioni locali non possono coprire un fabbisogno stimato fra i 14 ed i
18 miliardi di euro;
- la straordinaria complessità del quadro normativo. Un intreccio di norme,
prescrizioni, disposizioni si sono sovrapposte l'una sull'altra nel corso degli
anni per gli interventi in materia di edilizia scolastica, in generale e di
sicurezza degli edifici scolastici in particolare;
- la complessità procedurale della normativa sulla realizzazione delle opere
pubbliche, che contribuisce ulteriormente all'allungamento dei tempi
realisticamente necessari al completamento degli interventi;
- la difficoltà e delicatezza richiesta agli interventi su edifici che durante i
lavori ospitano milioni di bambini e ragazzi e di lavoratori della scuola.
Di fronte ad un simile quadro, l'Anci ha deciso di presentare al Governo una
serie di proposte:
- l'attivazione dell'anagrafe degli edifici scolastici, prevista dalla legge
23/96, ancora non funzionante, che risulti dall'interazione fra i dati in
possesso del MIUR e quelli forniti dalle amministrazioni locali;
- 'istituzione di un tavolo interministeriale, con la partecipazione di ANCI E
UPI, per la valutazione dello stato di fatto e la definizione di piani di
completamento degli interventi da parte di ogni singola amministrazione comunale
e provinciale, individuando, per ciascuna delle situazioni, tempi tecnici e
risorse necessari alla conclusione del programma di messa a norma;
- una maggiore disponibilità di risorse finanziarie da parte dello Stato,
risorse effettivamente adeguate alle necessità di attuazione dei piani di messa
a norma, sia in forma di trasferimenti aggiuntivi agli enti locali, che
attraverso l'attivazione di mutui con onere di ammortamento a totale carico
dello stato, evitando così l'ulteriore indebitamento di Comuni e Province ed il
conseguente peso degli oneri finanziari sulla parte di spesa corrente dei
bilanci.
Fonte: Anci
27/02/04