Home | Novità del sito | Community | Ricerca | Utility | Archivio | Contatti |                    

 

 


Sottoscritta ieri la prima intesa tra Aran, Miur e sindacati
Scuola, carriera per i prof

ROMA - La carriera dei docenti da ieri non è più tabù per i sindacati. La svolta è contenuto nell’intesa sottoscritta da ministero dell’ Istruzione sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Snals-Confsal) e Aran (Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego). Ieri, tra l’altro, la commissione Cultura della Camera ha dato l’ok al Ddl sulle nuove graduatorie dei precari, che ha già avuto il sì del Senato e converte un decreto legge del Governo. Oggi l’aula di Montecitorio potrebbe dare il sì definitivo.

Tornando alla carriera degli insegnanti, si tratta di un documento che arriva dopo una trattativa (si veda il «Sole-24 Ore» del 19 dicembre 2003) svolta secondo il contratto di categoria, che prevedeva la costituzione di una commissione di studio incaricata di elaborare «le soluzioni possibili, definendone i costi tendenziali, per istituire già nel prossimo biennio contrattuale, qualora sussistano le relative risorse, meccanismi di carriera professionale per i docenti». Il testo individua i criteri per gli avanzamenti di carriera: esperienza, sistema dei crediti, valutazione, fase transitoria e sbocchi professionali.

Esperienza. Si parla di un sistema di carriera flessibile, che fa riferimento all’insegnamento svolto in classe con i ragazzi, alla disponibilità sul campo e al lavoro non certificato. Per un progressivo adeguamento delle retribuzioni dei docenti italiani ai parametri europei si ipotizza che il livello stipendiale massimo (35 anni) sia anticipato secondo la media europea. verso il 25 anno.

Sistema dei crediti. Dopo «una certa anzianità di servizio la carriera può trovare un’accelerazione basata sull’ acquisizione di crediti che certifichino il possesso di competenze legate alla funzione docente. Contribuiscono alla carriera, in quanto crediti, l’aggiornamento professionale e la formazione in servizio. «Andrebbe evitata la dominanza di una formazione solamente accademica» e non si dovrebbe «cedere al rischio di un approccio cumu1ativo di certificazioni cartacee rispondenti a criteri di tipo burocratico-amministrativo». Il sistema di certificazione dei titoli professionali dovrebbe essere affidato alle scuole.

Valutazione. Si ipotizza un ulteriore meccanismo di carriera connesso «allo svolgimento dell’attività di insegnare». Secondo il testo, va previsto un riconoscimento in relazione agli esiti e agli impegni professionali legati al Pof (Piano dell’offerta formativa). La valutazione dovrebbe essere soggettiva (contributo del singolo insegnante alla scuola nella quale opera) e oggettiva (efficacia dell’azione formativa della scuola nel suo complesso, alla quale ogni singolo docente contribuisce).

Fase transitoria. Nel disegnare una nuova carriera occorre procedere gradualmente. Nella fase di transizione potrebbe essere considerata la possibilità di attribuire alle scuole, in regime di autonomia la titolarità per introdurre opportunità legate alla realizzazione dei Pof, e definire criteri per il riconoscimento dell’impegno professionale all’interno della collegialità di ciascun istituto.

Sbocchi professionali. Molti anni di lavoro in classe comportano, dice l’accordo, l’acquisizione di un’elevata professionalità spendibile anche all’esterno della scuola. Si propone una carriera che si caratterizzi per l’opportunità di continuare a insegnare, fare ricerca, con la possibilità di sbocchi verso l’università, le scuole di specializzazione, Irre (Istituti regionali di ricerca educativa). Attraverso «attività di coordinamento, incarichi di tutorato, orientamento, elaborazione di nuovi modelli di metodologie per la ricerca, consulenza, progettazione e promozione di interventi formativi innovativi». Il documento rappresenta un punto di partenza e Cgil, Cisl e Uil mettono le mani avanti, chiarendo che per l’avvio di ogni za e Cgil, Cisl e Uil mettono le mani avanti, chiarendo che per l’avvio di ogni trattativa risultano «pregiudiziali» l’apertura del rinnovo contrattuale per il biennio 2004-2005 e la definizione di uno specifico finanziamento d fin dall’apertura sulla trattativa. Condizioni condivise anche dallo Snals-Confsal. Critica la reazione dell’Anp (Associazione dei presidi e delle alte professionalità): «I riconoscimento rituale della valenza delle esperienze formative e un vago accenno agli incarichi professionali ai fini di una possibile carriera vengono totalmente sommersi dalla riaffermazione del valore primario attribuito all’anzianità di servizio».

LUIGI ILLIANO

 

26 maggio 2004