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da Il Quotidiano di
Foggia del 3 febbraio 2010
Gilda a
Gelmini:"Aspetta ancora un anno Maria Stella"
Riforma Gelmini ai blocchi
di partenza. Dovrebbe andare in vigore dal prossimo anno scolastico ma
persistono le incertezze. Per questo la Gilda degli insegnanti chiede di
rinviarne di un anno l'attuazione con un maggiore coinvolgimento dei
docenti nella sua realizzazione. In un'assemblea sindacale provinciale,
la prima nella storia di questo sindacato sul territorio, sono stati
analizzati i punti salienti del decreto. Venerdì scorso la sala
conferenza del liceo Lanza di Foggia si è riempita di insegnanti di
tutta la Capitanata. Ha colto con soddisfazione il dato Ruggero Pinto,
coordinatore provinciale dell'organizzazione: "Mi fa piacere notare che
molti non residenti a Foggia sono presenti in quest'aula oggi".
La discussione sindacale è stata anticipata dal dibattito nelle singole
scuole, almeno in quelle in cui scrupolosi dirigenti hanno deciso di
avviare il confronto con i docenti e recepire eventuali proposte. La
questione del tetto orario ha acceso vivaci discussioni: "Quale materia
privilegiare e quale sacrificare per rientrare nel numero di ore
previsto?".
I margini di manovra, in realtà, risultano assai esigui. Molto concreta
risulta, invece, la possibilità che ci si "scontri" nel medesimo
istituto per capire quali materie non dovranno essere sacrificate. Ma la
Gilda "non si rassegna", e replica, in primo luogo ai dirigenti: "In
molte scuole i fax con la comunicazione dell'assemblea sono stati
cestinati". E Pinto ha aggiunto note polemiche anche all'indirizzo di
altri "tre sindacati", senza mai nominarli ma con chiara allusione a
Snals, Cisl e Uil: "Al 90% la riforma si farà, sebbene regni
sull'argomento disinformazione e silenzio di altre organizzazioni".
Il "richiamo all'unità" ricalca uno dei pilastri del sindacato, ovvero
la "professione docente": "Non esistono insegnanti delle medie,
elementari e superiori, abbiamo un'unica professionalità, chi ragiona in
questi termini mira a spaccare la categoria". Le contestazioni
dell'altro dirigente Gilda, Paolo Pastore, riguardano la
"costituzionalità: "Perché si usa da decretazione d'urgenza per la
riforma della scuola?". La risposta: "Per sottrarre al sindacato e al
Parlamento la possibilità di discuterne". Il testo della riforma è
contenuto nel decreto legge 112/08. Resta il problema dei tempi tecnici
d'attuazione: "A causa dei diversi passaggi istituzionali, dalle
Commissioni parlamentari al Consiglio di Stato fino alla Regioni, e di
quelli nelle scuole, cioè il Collegio docenti e d'istituto, le famiglie
rischiano di non avere un'idea completa dell'offerta formativa sul
territorio". La sintesi dei dubbi sulla riforma dell'istruzione è
contenuta nella cartolina blu con lo stemma Gilda da inviare al
presidente del Consiglio. Si chiede lo slittamento di un anno, "un tempo
più disteso per permettere scelte più responsabili per tutti". Le
cartoline sono state distribuite fra i docenti in platea, di ruolo e
precari. Delucidazioni alla sala anche sulla "riforma della pubblica
amministrazione" del ministro Brunetta. I passaggi di tali spiegazioni
sono stati accolti con mugugni e qualche boato dagli astanti.
Controversa rimane, secondo la Gilda, "l'aprioristica distinzione" di
meriti e premialità. C'è poi la questione della contrazione di organici,
puntuale ogni anno con profili di maggiore o minore criticità. Ma
l'impianto del decreto, sottolinea la Gilda, "riguarderà anche i docenti
di ruolo". A tal proposito, la federazione chiede l'attuazione dell'
"organico funzionale d'istituto in cui far rientrare i perdenti posto".
I tempi stringono ma i nodi da sciogliere sono ancora molti; non sarà lo
slittamento delle iscrizioni alla fine di marzo per le scuole superiori
-come previsto- a facilitare le scelte degli alunni e delle famiglie.
Occorre un ulteriore decreto, inoltre, per l'organizzazione delle
cattedre. A marzo partono le procedure di mobilità, ossia le richiesta
di trasferimenti del personale ad altra sede. E il numero di docenti in
eccesso per effetto della riforma? Anche su questo punto la Gilda
attende risposte.
Paola Lucino
 Foggia,
04 febbraio 2010
GILDA
INSEGNANTI DI FOGGIA
UFFICIO STAMPA
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