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Lo sfascio delle graduatorie è un'opinione?


Il MIUR ha diramato oggi una nota con cui si definiscono modalità operative e tempistica cui i CSA dovranno attenersi in attesa che siano pronte le graduatorie di istituto di 1^fascia.


Sul presupposto che tutti i CSA terminino entro il prossimo 20 settembre le operazioni sulle “permanenti”, pubblicazione delle graduatorie definitive compresa, l’elaborazione delle graduatorie di istituto di 1^ fascia dovrebbe avvenire intorno alla metà del mese di ottobre, stante la necessaria esigenza di coordinamento tra assunzioni annuali (graduatorie permanenti) e quelle temporanee (graduatorie d’istituto).


Per un periodo di circa 15-20 giorni a partire dal 21 settembre il sistema sarà inibito a qualsiasi intervento sia per le graduatorie di istituto che per quelle permanenti. Le graduatorie di istituto per l’a.s. 2004/05 non potranno pertanto essere utilizzate per l’inizio delle lezioni. I dirigenti scolastici dovranno avvalersi delle graduatorie di istituto di 1^ fascia valide nel trascorso anno scolastico, stipulando contratti “in attesa dell’avente diritto”.


Rimane incerta ed irrisolta la questione dell’utilizzo della 2^ e 3^ fascia delle graduatorie di istituto che, con riferimento all’a.s. 2004/2005, saranno predisposte in un periodo non breve.

«Erano decenni, - ha dichiarato recentemente il ministro - che le operazioni di nomina e sistemazione del personale venivano completate ad anno scolastico inoltrato, costringendo migliaia di insegnanti al ben noto e snervante balletto delle cattedre, e senza garantire la continuità didattica, elemento indispensabile per un più proficuo impegno degli studenti. Anche quest’anno, per la quarta volta consecutiva, riusciremo a far partire regolarmente in tutta Italia l’anno scolastico, con tutti gli insegnanti in classe sin dal primo giorno di scuola. Questi sono dati di fatto e non opinioni».

Concordiamo col ministro che questi sono fatti e non opinioni: anche quest’anno, a parte i docenti che hanno già ottenuto un incarico annuale, rimane sullo sfondo un immenso arcipelago di supplenze su "posti non vacanti", ma appartenenti a docenti di ruolo assenti per malattia, gravidanza, puerperio, ecc. Nelle migliore delle ipotesi, i posti saranno via via assegnati in attesa dell’avente diritto, e in corso d’opera si assisterà al solito “valzer degli insegnanti” che si avvicendano. Più probabilmente, però, molto dirigenti (spesso solerti solo quando torna comodo) tamponeranno alla meglio la situazione con supplenze interne.

 

Ci chiediamo quale concetto abbia il ministro di efficacia e qualità del servizio scolastico, e come ritiene siano tutelati i diritti degli studenti e delle rispettive famiglie e la stessa dignità professionale di un’ intera categoria di docenti. Di fronte a un tale disastro organizzativo, in una qualsiasi azienda il manager responsabile sarebbe stato subito mandato a casa. La ministra-manager Moratti rimane invece saldamente incollata alla sua poltrona e millanta le magnifiche sorti e progressive della scuola italiana.

 

E se la "mission" del ministro fosse proprio quella di demolire la scuola pubblica, seppellendola sotto le tre "i" della riforma e il pantano delle graduatorie? Più di un fatto (altro che opinioni!) lo lascia supporre.
 

Foggia, 10 settembre 2004

 

Il Coordinatore provinciale

Ruggiero Pinto